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Antichi borghi d'Abruzzo

Antichi borghi d’Abruzzo

Antichi borghi d'Abruzzo

Borghi d’Abruzzo

Scoprite la meraviglia e l’antica suggestione dei borghi d’Abruzzo.

Una caratteristica medievale della regione abruzzese sono infatti i suoi antichi borghi. Centri abitati di piccole dimensioni con costruzioni molto vicine fra loro e fatte di materiali grezzi, stradine strette, scalini consumati dal tempo, porte in legno massiccio e ornati da storici simboli risalenti a secoli fa e tetti ormai scuri per via del fumo. Un mondo antico ricco di sorprese, da non perdere se si vuole fare turismo di qualità in Abruzzo.

La ragione che rende questi piccoli paesi come una grande famiglia è il forte legame che si instaurava tra ognuno dei suoi abitanti, nonostante l’assenza di parentela, e persino i nomignoli di ciascuno vengono tramandati a distanza di secoli tanto da dimenticarne pure l’origine. In Abruzzo i borghi hanno quasi tutti origine medievale e alcuni nascono dove un tempo splendevano le costruzioni di ricchi romani o i soldati allestivano i loro campi.

Dai Longobardi, il nome Fara

Le testimonianze più evidenti delle tracce dei popoli antichi sono fornite più frequentemente dai nomi, come nel caso della città di nome Fara che ha origini longobarde.

Fara San Martino ai piedi della Majella

Ancora oggi osservando i suggestivi ambienti naturalistici abruzzesi sembra quasi di tornare indietro nel tempo fino al medioevo, come se da allora niente fosse cambiato in questa regione così suggestiva che ricorda quasi il luogo di ambientazione di una favola. Le case di questi borghi situati al di fuori delle città, spesso in zone montane, sono costruite usando esclusivamente pietra viva e malta, e, ne consegue un affascinante scenario in cui si evince la predilezione per la pietra e l’assenza assoluta del legno, fondendo in maniera naturale ambiente e uomo.

Borghi fortificati

Il bisogno di difendersi dagli attacchi nemici durante l’epoca medievale, che in Abruzzo durò per moltissimo tempo, spinse gli abitanti di questi borghi arroccati sulle cime ad edificare “case-mura”, vale a dire un insieme di abitazioni strette l’una all’altra in modo da fungere da cinta muraria, con poche aperture all’esterno e situate in alto. In genere la disposizione degli edifici in città prevedeva il castello nella zona più elevata, seguito dal foro, dalla cattedrale e dalla parrocchia, e infine, verso il basso, le piccole case concepite per la difesa.

Castelvecchio Calvisio

Tali fortificazioni si possono scorgere ancora oggi soprattutto nei territori dell’Aquila. Il castello e il borgo, in caso di pericolo, utilizzavano una strategia sinergica per impedire ai nemici di avvicinarsi. Gli abitanti erano pronti a colpirli con qualsiasi cosa e persino le piccole vie si dimostravano valide trappole, come, per fare un esempio, avveniva a Civitella del Tronto. Era quasi impossibile avere accesso per i nemici al castello. In altre zone, invece, nella rocca più alta era situato il castello, e le abitazioni erano difese da cinte murarie e torri. In particolare, i borghi di Castelvecchio Calvisio hanno una struttura ovoidale che prende il nome di ricetto.

Borghi di pietra, borghi di mattoni

Mentre internamente prevalgono le costruzioni in pietra, attraversando la zona collinare e avvicinandosi alla zona costiera, il paesaggio improvvisamente cambia e le abitazioni risultano costruite con laterizi. Diverso lo sviluppo avvenuto all’interno dei borghi in collina e sulle coste rispetto a quelli montani, pur essendo realizzati anch’essi in epoca medievale. La loro evoluzione è stata incrementata dalle proficue attività commerciali, rese più agevoli dalle coste, e dall’influsso rinascimentale dell’edilizia e dell’urbanistica, senza mai annullare gli elementi della tradizione che rendono tali zone così suggestive.

Colonnella, borgo in mattoni

Entrando in uno di questi paesini si è accolti dall’imponente porta della città e mura difensive, attraversando le quali si giunge al caratteristico complesso delle abitazioni in mattone, edifici appartenenti a gente nobile, chiese e piazze, alcune delle quali spaziose e affollate, altre più piccole e con al centro una fontana. I visitatori che si recano presso questi borghi in
Abruzzo sembrano entrare in una realtà parallela, nella quale solo scorgendo le lancette dell’orologio del campanile si evince che il tempo non si è fermato, e i cui abitanti si caratterizzano per una naturale disponibilità verso chiunque gli si avvicina, e per un’incondizionata fiducia nei propri compaesani, poiché non è loro preoccupazione nemmeno chiudere le case. La familiarità con cui si rivolgono agli altri ne dimostra la tangibile mancanza di formalità, rispecchiando uno stile di vita oggi quasi inesistente.

Le vie del borgo profumano di pane

Anche i sapori culinari rimangono memorabili a coloro i quali hanno l’onore di assaggiarli. Senza prezzo risulta una breve visita in questi luoghi, dove la vita scorre lentamente e l’uomo ritrova un accogliente calore, anche durante le stagioni fredde, riscaldate dal fuoco dei camini. Un vero e proprio tuffo verso un mondo più genuino che permette di fuggire dalla frenesia urbana, per riprendersi i propri spazi e provare emozioni ormai sopite, quali ad esempio possono essere una gita tra le viuzze profumate di legname che brucia, pane sfornato, e piante poste ad ornamento dei balconi.

Antico forno del pane a Castel del Monte

Non c’è da stupirsi se i turisti sono trattati come amici ai quali è un piacere offrire una tazza di caffè o una buona torta appena sfornata, o addirittura un posto alla propria tavola. Basta veramente poco per ambientarsi e godere delle semplici cose, come rilassarsi sotto i raggi solari della stagione primaverile seduti su una roccia al centro del paese e chiacchierare amichevolmente con la gente più adulta del luogo. Non è da sottovalutare, inoltre, la cucina con i suoi alimenti di produzione locale che vantano i sapori della tradizione, e la realizzazione di manufatti artigianali all’interno di laboratori in cui gli artigiani lavorano esclusivamente a mano utilizzando le antiche tecniche tramandate di generazione in generazione.

I borghi abruzzesi e l’Europa

I borghi abruzzesi che conservano ancora oggi queste caratteristiche sono tanti ed un esempio è rappresentato da Scanno. Sin dall’ 800 era già al centro di storie che ne descrivevano la bellezza: le abitazioni in pietra, le parrocchie, i fori, l’abito che tradizionalmente le donne più mature vestono, e tantissimi altri particolari ancora che persino grandi professionisti internazionali, come Cartier Bresson, hanno fotografato. In provincia dell’Aquila, il comune di Pescocostanzo rappresenta un altro importante borgo. Esso ha saputo nel tempo organizzarsi bene, sia per le opere di pianificazione del territorio che per l’edilizia e non si è mai lasciato alterare, rimanendo perciò un capolavoro del rinascimento all’interno dei paesaggi naturali della Majella.

Scanno, la chiesa di San Rocco fotografata da Bresson

Non si deve immaginare però come un paese privo di vita, ma al contrario i suoi abitanti conservano una forte vitalità che esprimono quotidianamente nel loro lavoro e nella vita di ogni giorno, come accadeva centinaia di anni prima. Questa è la caratteristica fondamentale che contraddistingue i borghi d’Abruzzo, i quali non hanno mai perso i ritmi che da sempre scandiscono la loro vita. Innumerevoli risultano essere i borghi abruzzesi che vanno dalle zone costiere fino alla frontiera che separa dal Lazio.

Un borgo val bene una visita

Civitella del Tronto, piazzaforte della dominazione borbonica, fonde perfettamente l’organizzazione difensiva con la parte abitativa. Le piccole stradine le hanno fatto affibbiare la definizione di “ruetta, d’Italia la via più stretta”, mentre abitazioni e abitanti si caratterizzano per la loro solidità e la loro forza. La vicina Campli, originaria del Medioevo, è famosa per la conservazione di una grande quantità di capolavori artistici. Vicino al mare si scorgono dapprima Ancarano, piccolo paese le cui porte della città si chiamano Colonnella e Corropoli, poi Montepagano e Atri, celebre per la Cattedrale e le numerose testimonianze artistiche rinascimentali.

Casoli

Spostandosi più a sud i borghi da ricordare sono:

  • Città Sant’Angelo, con la famosa Collegiata
  • Loreto Aprutino, pieno di musei
  • Torre dei Passeri
  • Manoppello
  • Bucchianico
  • San Vito Chietino
  • Tocco da Casauria
  • Atessa e le sue porte
  • Casoli e il suo castello
  • i paesini in Val di Sangro, quali Bomba e Pietraferrazzana
  • quelli dell’Alto Vastese

Ognuno di essi mantiene le costruzioni in mattone, fino alla zona dei monti della Majella, in cui invece comincia a dominare la pietra in borghi come:

  • Montorio
  • Pietracamela, importante nel Gran Sasso teramano
  • Castelli, famosa per la maiolica
  • Isola del Gran Sasso
  • Pretoro e le sue produzioni in legno
  • Farindola, conosciuta per la produzione di formaggio pecorino
  • Fara San Martino, produttrice di pasta
  • Palena
  • Pennapiedimonte

Borghi medievali d’Abruzzo

I borghi dalla natura più affascinante e che mantengono maggiori tracce medievali, rimangono però quelli che si trovano più internamente, quali:

  • Tagliacozzo
  • Pacentro
  • Cansano
  • Pettorano sul Gizio
  • Anversa degli Abruzzi
  • Capestrano e il suo castello
  • Cocullo
  • la piccola Castrovalva vicino Sulmona
  • Santo Stefano di Sessanio, appartenuta alla famiglia dei Medici
  • Navelli, famosa per lo zafferano
  • Castel del Monte
  • Fossa
  • Caporciano
  • Fontecchio e la sua fontana
  • Carapelle Calvisio
  • Sant’Eufemia a Majella, famosa per la produzione di prodotti caseari
  • Caramanico Terme e le sue acque prodigiose
  • Castelvecchio Subequo
  • la piccola Roccacaramanico, sotto la Majella
  • Gagliano Aterno
  • Goriano Sicoli, riprodotto dall’artista Escher nelle sue litografie