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Castiglione a Casauria (Pe): abbazia di San Clemente a Casauria

L’Abbazia di San Clemente a Casauria

Da sempre la valle del fiume Pescara è stata un’agevole via di transito per chi dalla Valle Peligna e dai monti scendeva verso la costa: anticamente vi si snodava la consolare romana Tiburtina-Valeria, oggi sostituita nella sua funzione dalla veloce autostrada A25 Roma-Pescara. E lungo la strada che la percorre sono sorti nel corso dei secoli paesi, monasteri e chiese, alcuni minori e oggi spariti, altri potenti ed importanti. Tra questi il più celebre, giunto imponente sino ai giorni nostri, è l’Abbazia di San Clemente a Casauria, visitabile a pochi metri dal casello autostradale di Torre de’ Passeri.

Esterno

L’abbazia di San Clemente a Casauria rappresenta senza dubbio uno dei monumenti più importanti del patrimonio artistico ed architettonico abruzzese, oltre a costituire un’importante testimonianza dell’organizzazione monastica del territorio nel Medioevo. La chiesa originaria, dedicato alla SS. Trinità, fu costruita nel IX secolo sulla cosiddetta Insula Piscariense creata dal fiume Pescara, come peraltro mostra il bassorilievo del portale centrale, ma fu subito distrutta dai saraceni tra il 915 e il 920. Da allora fu un susseguirsi di distruzioni e successive ricostruzioni, legate alle figure dell’abate Wido, che rimediò alla distruzione saracena, all’abate Trasmondo, agli abati Giovanni e Grimoaldo che intervennero a seguito dei saccheggi normanni, e infine a Oldrio.

Abbazia di San Clemente a Casauria

La fonte essenziale per ricostruirne le fasi salienti è il Chronicon Casauriense, codice del XII secolo attualmente conservato alla Biblioteca Nazionale di Parigi, commissionato dall’abate Leonate a Giovanni di Berardo. Fu proprio Leonate a determinare, dal 1176 al 1182 anno della sua morte, le principali trasformazioni, provvedendo tra l’altro a realizzare i tre portali, il portico antistante e un oratorio sopra di questo. Intenzionato a tramandare la propria opera e a sancire ufficialmente il legame della chiesa con la figura di San Clemente, Leonate oltre a far redigere il Chronicon affida alla scultura il compito di fissare il racconto del trasporto delle reliquie del santo, giunte a Roma nell’867 sotto il pontificato di Adriano II e subito dopo, nell’ 871, trasferite all’abbazia per volere dell’imperatore Ludovico II. Nella sequenza di immagini scolpite nell’architrave del portale, che illustra simbolicamente l’intero tragitto, intervengono anche altri personaggi, come il conte Suppo, il monaco Celso e il frate Beato. Nell’osservare come questo bassorilievo sia una sorta di autocelebrazione, è interessante esaminare alcune immagini: il disegno della nuova facciata della chiesa è infatti replicato, con alcune varianti nella lunetta dove è raffigurato l’abate Leonate che “dona” il modellino a San Clemente.

Facciata e portale

Lo stesso scultore delle storie del portale centrale è l’autore del bassorilievo della Madonna col Bambino che si trova esternamente nella lunetta del portale destro. Nella lunetta del portale sinistro è invece inserita una statua di San Michele Arcangelo.

Sugli stipiti del portale centrale sono scolpiti quattro personaggi che vanno identificati – più che con gli Evangelisti – con i re Ugo, Lotario, Lamberto e Berengario, protettori dell’abbazia, poiché trovano un preciso riscontro nelle analoghe figure illustrate nel Chronicon. Le imponenti porte in bronzo sono invece opera del successore di Leonate, Gioele, come spiega l’incisione del suo nome (Iohel) su di una delle formelle che la compongono; delle 72 formelle originarie, alcune con motivi decorativi alcune con la stilizzazione dei castelli posseduti dal monastero, 43 sono originali mentre le altre sono state ricostruite in legno.

Interno

All’interno l’elemento di arredo di maggiore interesse è rappresentato dall’ambone. Ad esclusione del lato rivolto verso l’abside della chiesa, gli altri tre lati sono suddivisi in tre riquadri, decorati con motivi floreali in cui torna il fiorone ad altorilievo, che si trova anche nella chiesa di San Pelino a Corfinio. Al centro della faccia rivolta alla navata centrale campeggia invece l’aquila, con ai suoi piedi il leone, che sorregge il leggio. L’arredo di San Clemente comprende anche il cero pasquale e il ciborio. Quest’ultimo è più recente rispetto agli altri elementi poiché risale probabilmente alla prima metà del XV secolo. L’altare è stato ricavato riusando un sarcofago paleocristiano del IV secolo al cui interno era anticamente custodita l’urna con le reliquie di San Clemente, ancora oggi esposta nella chiesa. Dalla chiesa parrocchiale di Castiglione a Casauria proviene infine la tomba di Berardo vescovo di Boiano, di primo Quattrocento, che si trova sulla sinistra dell’ingresso.

Abbazia di San Clemente a Casauria

Gallerie fotografiche

Approfondimenti

Leggi la nostra ampia scheda di visita all’Abbazia di San Clemente a Casauria

Nei dintorni

Dall’Abbazia, verso nord, si possono raggiunge facilmente Castiglione a Casauria, con il suo bel palazzo de Petris del XII secolo, Pescosansonesco, con il Santuario del Beato Nunzio Sulprizio, il suggestivo borgo abbandonato e alcune chiese medievali, e infine Pietranico, arroccato su un alto colle con una vista panoramica sulla catena del Gran Sasso e il capolavoro del barocco abruzzese rappresentato dall’Oratorio di Santa Maria della Croce. Spostandosi da San Clemente verso sud si può andare a Bolognano, per visitare la riserva naturale, a Tocco da Casauria, con il suo castello, e a Musellaro, per scoprire il segreto della Croce del Crociato.