inAbruzzo | Mosciano Sant’Angelo: borgo fortificato
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Mosciano Sant’Angelo: borgo fortificato

Il borgo fortificato di Mosciano Sant’Angelo (Te)

Mosciano Sant’Angelo, situato sulla fiancata a sud della collina tra le vallate dei fiumi Tordino a meridione e Salinello a settentrione, è uno degli esempi più significativi di borghi fortificati dell’Abruzzo.

borgo fortificato di Mosciano Sant'Angelo

Nonostante ci siano giunte solo pochi resti dell’originario perimetro fortificato e dei torrioni che appartenevano alla cinta muraria, tra i quali spicca la torre Acquaviva, che si è mantenuta in ottimo stato, e che fu utilizzata in seguito come torre campanaria, una delle più attraenti del territorio regionale.

  Uno dei torrioni circolari

Il nucleo originario fu originato da un insediamento dei monaci benedettini durante il IX secolo; il borgo Mosciano, in seguito fortificato, venne costruito attrono alla chiesa e al convento di Sant’Angelo. Dalle molte tracce che si sono conservate e tramite lo studio di carte antiche si è ipotizzata una ricostruzione di come potesse essere l’andamento dell’antica cinta muraria: sette torri, di forme diverse, erano poste ai quattro angoli e al centro di tre lati; mentre sul lato orientale si trovava la porta, visibile tutt’oggi. La torre Cardelli che è stata ristrutturata nel 1925 e la torre Marini, restaurata recentemente, sono di forma pentagonale, così come una terza torre distrutta nel 1935; la torre situata al centro del lato meridionale era presumibilmente similare alla torre Marini, come la torre, ora distrutta, che una volta era situata vicino al palazzo civico. La torre del Belvedere e quella posta in via Meloni si possono ancora riconoscere.

  Torre Marini

La torre Acquaviva, costruita successivamente, si trova nella parte più elevata del borgo sulla sinistra della parte anteriore della chiesa madre e coincide col nucleo delle origini di Mosciano, presso l’odierno Largo del Castello. Essa fu costruita nel 1397 dal monaco benedettino Frate Matteo di Angelo da Morro, che fu preposto della chiesa all’epoca del Duca d’Atri e conte di San Flaviano, Andrea Matteo I Acquaviva, come è ricordato dall’epitaffio posto sulla lapida murata sul lato est dell’imponente torre.

  Torre Acquaviva

La torre Acquaviva, per via del successivo allargamento dell’adiacente chiesa della parrocchia di San Michele Arcangelo, perse la sua funzione difensiva, fu unita alla chiesa e venne adibita a campanile, con l’apertura di grandi finestre a forma d’arco poste sotto alla ricca struttura sporgente costituita da merlature che poggiano su piccoli archi cechi decorativi disposti in serie e segnati alla loro base da piccole mensole che sostengono le parti sporgenti. La torre è a base quadrata ed è stata costruita quasi unicamente in mattoni, tranne che per alcuni blocchi di pietra usati per realizzare i cantonali e la cima del basamento; sui muri sono ben visibile le buche pontate. È probabile che mentre veniva costruita la torre Acquaviva, la cerchia muraria sia stata ingrandita verso oriente, lungo la cresta della collina; lungo questo perimetro sono stati rinvenuti alcuni resti di mensole che sostenevano le parti sporgenti alla sommità del tratto di cinta muraria tra torri e bastioni, che testimoniano la presenza di una struttura a sporgere.