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Padula

Padula, frazione di Cortino

Padula

Dati e curiosità

  • frazione di: Cortino (Te)
  • area: Monti della Laga

Origine del nome

“Il toponimo indica un luogo paludoso. Padula, corruzione di Palude, è stata provveduta scevra da unioni con altre parrocchie dal 1529, in qua. Nulla di più facile dell’aver potuto le acque del prossimo e quasi nascente Tordino impaludarsi in quel basso fondo, specialmente se se ne fosse intercettato il corso da uno scoscendimento della vicina montagna di Ceppo” (N. Palma, Storia).

Introduzione

L’originale borgo di Padula collocato a 932 metri sul livello del mare e abitato da 117 persone che compongono 60 nuclei familiari, è caratterizzato da abitazioni in pietra che risalgono al Cinquecento, e, geograficamente, si trova sulla parte sinistra del torrente Tordino. Teramo è lontana 35 chilometri e Pagliaroli 14,5 chilometri. Questa località è abitata da lunghissimo tempo: lo dimostra il ritrovamento di un particolare portalampada da appendere al muro realizzato in bronzo dai Piceni nel VI secolo a.C, che attualmente è conservato presso il Museo Archeologico di Teramo. Padula è una caratteristica località che, dal punto di vista geografico, vista la sua posizione raccolta tra i monti e posta nelle vicinanze del fiume Tordino, lo rende un paesaggio pieno di scenari naturali di incantevole bellezza; il paese è punto di partenza di interessanti percorsi escursionistici tra boschi e ruscelli.

Storia 

  • 1134 
    Gusberto o Guiberto di Suppone affida alla parrocchia aprutina per mezzo dell’episcopo Guido II ogni suo avere presso “Padula”.
  • 1252 
    Il 20 del mese di giugno il Pontefice Innocenzo IV ribadisce quali sono le chiese che fanno capo alla comunità di monaci di Sant’Angelo in Vulturino di San Vito e tra queste figura anche la parrocchia di Santa Croce di “Padule”.
  • 1295 
    Giovanni Canci di Ilice viene investito dall’Ateneo di Scalelli del titolo di primo cittadino procuratore e nunzio speciale. Egli ha il dovere di rappresentare l’Università presso il giudice di Teramo con il portavoce di Rocca di Padula nella contesa per la proprietà della Valle di “Ruie” e della Valle di “Flaviano” , nonché delle zone alle stesse appartenenti. L’atto è stipulato da notaio Megliorato di Vincenzo di Comignano de Scalelli, alla presenza del Giudice a Contratti Roberto di Fronto (A.S.Te – Fondo Delfico; Perg. n.18).
  • 1297 
    I primi cittadini di Teramo e di Amatrice giungono ad un accordo circa i limiti dei propri ambiti giurisdizionali decidendo che Rocca di Padula sia sottoposta alla giurisdizione di Teramo (A.S.Te – Fondo Delfico; Perg. n. 19).
  • 1357 
    Il 28 del mese di settembre Cicco di “Padula” in veste di commissario a Teramo si occupa della confisca dei beni dei residenti del luogo accusati di avere ucciso delle persone.
  • 1447 
    “Padula” e altri paesi come Valle Vaccaro, Cesacastina, Cervaro, Piano Vomano, Nerito e Rocca Roseto sono costretti a pagare un’imposta annuale della cifra di 37 ducati.
  • 1488 
    La parrocchia di Santa Maria de Padulis era aggregata alle chiese di Sant’Angelo di Lame e San Paolo di Pezzelle (de Pezzellis).
  • 1526 
    Il documento censuale voluto dall’episcopo F. Cherigatto chiarisce che la chiesa di Santa Maria di “Palude”, che si trova nell’ambito della cappella di Pagliaroli, deve pagare 4 soldi, una Placentulam, e un Ficum. La Placentula rappresentava un dolce di ridotte dimensioni simile alle piccole torte che si preparavano nel periodo natalizio, e il Ficum, secondo l’interpretazione del Palma, che riporta la parole di Orazio, rappresentava un fegato.
  • 1529 
    Padula è fornita di patrimonio.
  • 1570 
    Le risorse economiche di Santa Croce della Storna sono donate al collegio dei gesuiti di San Benedetto di Teramo da Giovanni Girolamo d’Acquaviva, in veste di barone della Montagna di Roseto. Ma ben presto la famiglia degli Acquaviva se le ripresero.
  • 1580 
    Romano di Filippo di “Villa Padula” viene nominato rettore della chiesa di Pascellata.
  • 1630 
    I consanguinei D. Grifone Toscani, Titio, Pomponio di Padula comprano terre nella zona di San Giorgio da “Celasia” e Giulio Sarchesio, successori dei qm. Notaio Ottavio e D. Giuliano Sarchesio di S. Giorgio (A.S.Te., Not. Di Febo F. di Teramo).
  • 1632 
    Riunione che ha come oggetto la scelta della persona a cui doveva essere attribuito il beneficio “San Crucis Ville Paduli”. Vi partecipano “Ante Ecclesiam dirutam S. Crucis” personalità come D. Loreto Thomasso di Cortino Vicario Foraneo di Roseto, con bolla di nomina in pergamena con sigillo di stagno, e il Reverendo D. Luca Cortellino di Cervaro (A.S.Ch., Not. M. Cortellini di Cervaro).
  • 1637 
    Villa Padula e Villa Macchia Tornella, rappresentate dai rispettivi primi cittadini Giuseppe Forcella e Bernardino Dominici, pagano “Pro Societas SS.mi Sacramenti Ville Paduli” una somma di denaro pari a 4 ducati, che avrebbero dovuto corrispondere annualmente per il mantenimento della suddetta Società in base a quanto stabilito dal Consiglio che si era tenuto il 10 giugno. Tali somme di denaro derivavano dal ricavato della vendita degli erbaggi (A.S.Te., Not. G. B. Romanucci di Montorio). Sempre nel 1637 il Governatore e la Corte di Roseto dispongono che si ponga fine alla permuta di beni tra Cesare Dominici di P. e la moglie Maddalena Referza di “Canini” (A.S.Te., Not. Valente G. di Teramo).
  • 1650 
    Fino a questo momento, del funzionamento del macinatoio comunale di Padula, recentemente edificato, si occupa l’ateneo che aveva già corrisposto alla Camera Ducale di Atri le somme di denaro necessarie per ottenere dal feudatario la possibilità di usare le risorse idriche. Ora invece né l’ateneo né gli altri della Montagna di Roseto devono più pagare nulla, poiché la proprietà risulta appartenente al comune e non al feudatario (A.S.Na., Relevi).
  • 1688 
    Pietro di Federico di Padula cede in cambio di 60 ducati la maggior parte del macinatoio collocato presso “La Clocca” ad Ottaviano di Febo di Padula, che possedeva la restante quota dello stesso. Viene deliberato un tributo a favore della parrocchia di Santa Maria Assunta di Padula, nella quale il parroco è D. Alessio De Cesaris di Padula, che dona ad un abitante di Rocciano 13 ducati, attribuiti alla chiesa per disposizione testamentaria del “qm. Josepho de Jo. Berardini de Macchia Trinellia” alla cifra di 30 quartare di mosto della capienza di 90 carafe ciascuna (A.S.Te., Not. Cagnacci S. di Teramo).
  • 1698
    Viene deliberato un tributo a favore della chiesa costruita dal qm. Hieronimo de Federico di Padula da Cesare Forgella di Padula su un appezzamento di terra situato a Padulicchio (Not. Cagnacci S. di Teramo).
  • 1727 
    Francesco di Alessandro di Padula rappresenta la fratellanza del Rosario e Giuseppe di Bartolomeo rappresenta la chiesa del Santissimo Sacramento di Padula. D. Atanasio, parroco di Padula, offre in dono al proprio nipote D. Gio. Giacomo Braccisco di Servillo un appezzamento di terra in Rocciano confinante pure con la chiesa della Santissima Nunziata di Padula (A.S.Te., Not. Ricci G.A. di Teramo).
  • 1731 
    Viene deliberato un tributo a favore della parrocchia di Padula, retta da D. Annunzio Toscano, il quale fornisce le risorse economiche che derivano sia da una somma di denaro lasciata dal qm. Annunzio di Gio. Matteo per le celebrazioni eucaristiche, sia da un’altra eredità del qm. Carlo, antenato e papà del citato D. Annunzio (A.S.Te., Not. Ricci G. A. di Teramo).
  • 1768 
    Processo civile voluto da certi pastori di Lame nei confronti degli Atenei di Lame, Padula e Macchiatornella: motivo della disputa era l’affitto della Montagna. I primi cittadini erano in quel periodo a Padula Filippo di Maccabeo e Filippantonio De Fabiis, e il Governatore di Roseto era Gio. Nicola Sguerrini (A.S.Te., Regia Udienza Doganale, B.5/70).
  • 1770 
    Viene deliberato un tributo da Gio. Matteo di Carlo Toscano di Macchiatornella a favore della parrocchia di Padula, in cui è arciprete D. Giacomo Braccisco di Servillo, su un sesto del terreno coltivato chiamato Scannoli e collocato sul promontorio di “Monte Pilone”: tale terreno si trovava nella tenuta posta tra Padula e Macchiatornella, misurava circa 200 tomoli e confinava col monte Amatrice, con la Fiumata di Rocca Santa Maria e con i possedimenti di Padula. La somma pagata annualmente era rappresentata da 16 carlini per una rendita di 20 ducati (A.S.Te., Not. Cagnacci F.N. di Teramo).
  • 1777 
    Gli introiti della parrocchia di Santa Croce della Storna sono consegnati alla chiesa di Padula.
  • 1784 
    La cessione di un’abitazione di Padula che confinava con “li balzi” vede la partecipazione del camerlengo di Padula Nicola di Giacomo e del Governatore di Roseto D.Nicola Vestini, che partecipò con una missiva (A.S.Te., Not. Matani D.S. di Teramo).
  • 1799 
    Il 16 del mese di settembre i preti di Villa Riano, Villa Padula, Macchia Tornella in Roseto, Servillo, Elce, Lame, Fioli, ed altri luoghi affermano di avere reso pubblica la lettera di scomunica contro il prete Don Donato Antonio De Donatis, originario di Fioli e curato di Pezzelle, che si era occupato di far entrare nell’esercito dei militari per lo scontro contro i soldati della Francia, che avevano invaso il territorio, e aveva commesso diversi atti criminosi.
  • 1804 
    A Padula vivono 287 persone.
  • 1805 
    Il 30 del mese di settembre Nicola Cavanci e Michele Di Giovanni, primo cittadino di Padula si riuniscono per volere del primo.
  • 1807 
    La gente di Padula paga la somma di oltre 180 ducati per sopperire alle spese dovute ai saccheggi dei malviventi e per appagare le esigenze dei militari repubblicani. Inoltre ne pagano 70 al comandante delle truppe borboniche Pietro Paolo Ruggeri. Il 21 del mese di agosto l’arciprete delle zone di Padula e “Macchiatornellae”, Don Vincenzo D’Ambrosio, insieme ad un altro religioso, fu ucciso con la fucilazione da alcuni malviventi. L’uccisione avvenne con la collaborazione dell’eremita Giovanni Pietro (Francesco) di Marco, di Padula, che aveva svelato ai briganti il nascondiglio dell’uomo, un fossato, che fu anche il luogo della sua morte. Però la spia non ricevette il trattamento sperato e subì la stessa sorte dell’arciprete.
  • 1816 
    Padula, che già apparteneva al Comprensorio di Montagna di Roseto del Ducato di Atri, è unita al comune di Cortino.

Foto di Padula

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Da vedere

Lo stile architettonico delle abitazioni del paese, anche se molto sobrio e semplice, ha una sua dignità: persino le costruzioni dei primi anni del Novecento contengono portaletti e di frequente anche aperture abbellite da elementi ornativi di tipo floreale.

Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta

chiesa di Santa Maria Assunta

La parrocchiale di Santa Maria Assunta, ristrutturata tra il Settecento e l’Ottocento, si lascia ammirare proprio all’inizio del borgo, presso il camposanto. Dopo un successivo assetto di ristrutturazione che avvenne nel 1988, divenne Santuario della Madonna dei Monti della Laga. Dentro si può godere della visione di un dipinto risalente al Cinquecento che rappresenta un santo, di altari lignei pitturati col colore oro e realizzati in stile barocco e un organo di legno. Un tempo sull’altare era presente un quadro di semplice stile, che rappresentava la Madonna del Rosario, risalente al Seicento: oggi però non è più possibile ammirarlo poiché è stato oggetto di un furto. Invece si mantengono ancora determinate tavole del tetto di legno in stile barocco disegnato a cassettoni con rosetta al centro.

Chiesa di Sant’Antonio

Nel Seicento fu edificata la piccola chiesa di Sant’Antonio, nel cuore del borgo, quasi certamente costruita da Geronimo e Pietro di Federico di Padula ancora prima del 1968.

Eventi

Ferragosto
Santa Maria Assunta
I festeggiamenti in onore della patrona Santa Maria Assunta avvengono da sempre il giorno di Ferragosto.