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Roccascalegna

Roccascalegna: castello

Roccascalegna

Il castello di Roccascalegna (Ch)

Il magnifico castello, incarnazione dell’architettura fortificata della regione abruzzese, si erge su una sporgenza rocciosa sulla valle del Rio Secco, come antico presidio longobardo, in perfetta armonia con la ripida e strategica morfologia del sito.

L’impianto, tra i più interessanti complessi difensivi dell’Abruzzo, è contraddistinto da una struttura articolata e non regolare, cinta da un perimetro fortificato fornito di torri e più piccole torrette a pianta semicircolare, con costruzioni appartenenti a diversi periodi; spicca l’isolata torretta da pianta quadrata, sulla sommità della rupe, collocata alla fine della rampa che risale le mura est. Una lunga scalinata porta, dal Piano di San Pietro all’entrata della fortificazione, controllata dalla Torre di Sentinella, largamente rifatta nel corso del tempo.

Dall’analisi delle geometrie e delle particolarità costruttive dell’impianto, si sono potute stabilire differenti fasi di costruzione che hanno fatto del manufatto quello che oggi vediamo. La prima conformazione della fortificazione, non confermata con sicurezza, si può datare al grande fenomeno di incastellamento che interessa l’Abruzzo in età normanno-sveva.

Per tale aspetto (1000-1200) si ipotizza l’esistenza di un originario perimetro fortificato, con torrioni di vedetta, ambienti di forma rettangolare allungati seguendo le curve di livello e spazi addossati alla rocca in modo diretto; di questa fase farebbero parte l’odierna cisterna e il forno.

L’impianto si sviluppa, nell’epoca che trascorre tra il dominio degli Svevi e l’arrivo degli Angioni, in una più complessa struttura con quattro torrioni (come la Torretta) e merlature; a questo periodo si pensa che risalga anche l’originario ponte levatoio. Durante la presenza angioino-aragonese – tra il 1300 e il 1400 – sono state realizzate le trasformazioni più grosse, andando così a formare la struttura che è tuttora in gran parte visibile.

I baroni di Annechinis furono i fautori dell’importante rafforzamento della fortificazione, secondo lo sviluppo delle tecniche di attacco. Furono potenziate e alzate le torri preesistenti e, lungo il recinto nord-occidentale, già fornito di torri, ne fu edificata una di forma semicircolare.

Nella seguente fase di costruzione, avvenuta tra il 1500 e il 1700, della quale si ha testimonianza negli archivi, gli interventi più rilevanti vennero attuati sotto la baronia dei Carrafa, che si protrasse dal 1531 al 1600; fu di fatti costruita nel 1577 la cappella del SS. Rosario e perfezionato l’impianto di raccolta dell’acqua piovana.

Sotto il dominio dei Corvi, tra il 1600 e il 1717, particolarmente dopo al 1705, venne eliminato il ponte levatoio e fu costruita la garitta d’ingresso con l’edificazione del muro di difesa della scala ancora esistente; questa conformazione sarà scombinato nel 1940 dal cedimento del grande torrione d’accesso con la garitta, che accelerò l’irrefrenabile decadimento del castello, iniziato già agli inizi del 1700.

In seguito a un lunga fase di abbandono, le ristrutturazioni che hanno reso accessibile il castello odiernamente utilizzato come spazio espositivo sono stati terminati nel 1996.