inAbruzzo | Sant’Eusanio Forconese (Aq). Chiesa di Sant’Eusanio Martire
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Sant’Eusanio Forconese (Aq). Chiesa di Sant’Eusanio Martire

Sant'Eusanio Forconese (Aq). Chiesa di Sant'Eusanio Martire

Sant’Eusanio Martire

La media valle del fiume Aterno, che da l’Aquila scende verso Castelvecchio Subequo correndo ai piedi del massiccio del Sirente, raggruppa attorno al suo corso un gran numero di piccoli borghi medievali dall’aspetto sobrio e poco appariscente, ma ricchi di interessanti testimonianze dell’arte sacra e dell’arte militare che per secoli hanno realizzato le massime espressioni dell’edilizia pubblica: castelli e chiese. I primi per la salvezza dai nemici, le seconde per la salvezza delle anime. Sant’Eusanio Forconese è appunto uno di questi borghi che racchiude interessanti esempi di entrambe le tipologie, ma in particolare la splendida chiesa dedicata a Sant’Eusanio.

Esterno e facciata

Si devono alle memorie di un autore settecentesco le informazioni che abbiamo sulla leggenda della persecuzione, avvenuta a metà del III secolo d.C., del predicatore cristiano Eusanio da parte di Prisco, governatore romano di Aveia. Dopo il martirio il Santo fu tumulato nel luogo in cui sarebbe sorta la prima chiesa, nel 311. L’edificio sarà tuttavia ricostruito del tutto a partire dal 1198 e consacrato dal vescovo di Forcona Odorisio; poi ulteriormente modificato nei secoli XV e XVII, e infine nel 1770 per riparare i danni del rovinoso terremoto del 1703. Nel 1971 l’allora Soprintendente ai monumenti Moretti promosse lavori per liberare le strutture medievali dagli arredi barocchi, e venne così fuori l’interno nelle sue prime forme romaniche.

Sant'Eusanio Forconese (Aq). Chiesa di Sant'Eusanio Martire
Retro con le tre absidi

Questo rende oggi facile il confronto con altri esempi dello stesso periodo come la di ruta cattedrale di San Massimo dell’antica diocesi di Forcona (oggi Civita di Bagno, vicino l’Aquila) o le chiese di San Pelino a Corfinio, del 1130, e di San Giovanni in Venere a Fossacesia, del 1165. Come queste, Sant’Eusanio si caratterizza infatti per l’interno a tre navate che culmina in uno spazio rialzato, detto presbiterio, e termina poi in fondo con tre absidi. La cripta è caratterizzata da una maglia fitta di colonnine e di pilastrini. La facciata risale al primo Trecento; nel portale si riconoscono diversi rifacimenti e solo l’archivolto decorato con grandi girali di acanto è da ritenere originale del Duecento.

Interno

La lunga serie di restauri, finita nel 1988, ha aiutato gli studiosi a conoscere meglio le pitture della chiesa, poiché ha riportato alla luce vari tratti di affreschi del Quattrocento e del Cinquecento prima coperti da intonaci. L’ultimo scoperto è la Crocifissione e Santi, nella nicchia ad ogiva che si incontra subito sulla sinistra entrando, che nasconde un piccolo mistero su chi siano i tre santi raffigurati in basso: se per la terza figura si tratta di Sant’Eusanio, rappresentato con la veste tipica dei diaconi protomartiri e l’attributo della “coratella”, la Santa che regge una torre e la stessa Santa Caterina d’Alessandria di sinistra sono state interpretate localmente come le sorelle del Santo.

Sant'Eusanio Forconese (Aq). Chiesa di Sant'Eusanio Martire

Sant'Eusanio Forconese (Aq). Chiesa di Sant'Eusanio Martire

Il successivo affresco di Madonna in trono con Santi, non troppo ben conservato, presenta nella parte alta una Risurrezione, e risale alla metà del XVI secolo, opera del cosiddetto “Maestro del 1557”, un nome dato a questo ignoto artista in riferimento ad una tavola così datata che si trova nella chiesa della Trinità di Popoli. Lo stesso anonimo Maestro dipinse la Natività e il Sant’Antonio da Padova di Sant’Eusanio. Più avanti, sull’altare, si trova un’anonima Deposizione della fine del Cinquecento, mentre di Giovanni Paolo Mausonio, pittore della cerchia di Pompeo Cesura, è invece la Trinità e Santi nota come “Empireo”, firmata e datata 1593. Altri affreschi sono quelli dell’abside destra, dove si distinguono un’Annunciazione in alto e varie figure di Santi in basso, sembra anche essi opera di quel “Sebastiano” che firma nel 1486 l’Annunciazione nella chiesa di Santa Maria ad Cryptas di Fossa. Alla bottega di questo misterioso “Sebastiano” sono ancora da collegare i frammenti di affreschi della cripta raffiguranti gli Evangelisti Marco e Luca e Santo Stefano.

Una bella Madonna del Rosario sull’altare di destra è opera di Giulio Cesare Bedeschini, pittore rilevante del primo Seicento aquilano. Sopra la porta di ingresso campeggia il bell’organo barocco firmato da Adriano Fedri (1772), organaro di fama i cui capolavori ornano le chiese di molti centri abruzzesi come Loreto Aprutino o Atri.

Galleria fotografica

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Nei dintorni

Il paese offre altre due piccole chiese, la Madonna degli Angeli all’ingresso del paese, e la Madonna della Pietà vicino al cimitero, la bella piazza principale con una suggestiva fontana nel centro, alcuni resti dell’antica chiesa fortificata tra i quali una torre nei pressi della piazza e i torrioni sul retro della chiesa, ma soprattutto il castello. È arroccato sul Monte Cerro a dominare l’abitato e la valle; ci si sale seguendo una comoda strada sterrata fino al punto in cui è chiusa al passaggio e poi proseguendo a piedi in una bella passeggiata di qualche decina di minuti. Una volta in cima l’ambiente è molto evocativo e il panorama che si gode dalle mura a dir poco stupendo. Del castello restano in piedi ampi tratti delle mura, le torri, cilindriche e quadrate ma solo per un’altezza di qualche metro, e la chiesetta. Poco distante, se si ha ancora un po’ di tempo, vale la pena di visitare la frazione di Casentino, dove si trova la chiesa di San Giovanni, ricca di pregevoli tele e di una cinquecentesca statua in terracotta della Madonna adorante il Bambino.

Terremoto

Il sisma del 6 aprile ha devastato il paese, danneggiando gran parte dei suoi edifici, ivi compresa la bella chiesa di Sant’Eusanio, che ha subito gravi crolli in facciata e lesioni a tutta la struttura, così come le due chiese minori. Tutte sono inagibili, ma solo la maggiore è stata adeguatamente puntellata e messa in sicurezza (stato alla data: aprile 2011). Il castello è invece scampato alla furia del terremoto ed è praticamente intatto e visitabile. Anche Casentino ha subito gravissimi danni e la chiesa di San Giovanni è semi crollata.

Sant'Eusanio Forconese (Aq). Chiesa di Sant'Eusanio Martire

Sant'Eusanio Forconese (Aq). Chiesa di Sant'Eusanio Martire