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Villalago: eremo di San Domenico

Villalago (Aq). Eremo di San Domenico

L’eremo costruito sulle rive del lago: San Domenico di Villalago.

Villalago: eremo di San Domenico

Una delle mete “turistiche” e religiose predilette dagli abruzzesi e non solo è sicuramente il lago di Scanno, in provincia dell’Aquila, che non è soltanto un piacere per gli occhi ma anche un diletto per l’animo di chi sente fortissimo in se il trasporto per uno dei santi più celebrati d’Abruzzo, ossia San Domenico che proprio in un paese posto nelle vicinanze del lago di Scanno mostra ai fedeli il suo meraviglioso eremo. Ed in maniera particolare le vetusta struttura che sorge sulle rive del lago di San Domenico, nel comune di Villalago è appunto l’eremo dedicato a questo Santo.

Villalago è un paese che ha il privilegio di godere di una splendida scenografia dove è la natura quasi il “forum” di ritrovo del paese vero e proprio: esso si “rifugia” sul Monte Argoneta ad un’altezza di circa 920 metri ed imperante sembra quasi voler dominare l’antica Valle de Lacu, chiamata cosi per la presenza di laghi che ancora la caratterizzano ma il più grande , si sa, è quello di Scanno.

Gode di una posizione geografica privilegiata , infatti il comune è posto tra il lago di Scanno ed il lago di San Domenico , e pur essendo un comune considerato “montano” la presenza di questi due laghi che lo circondano rendono il clima del paese mite.

Il nome stesso “Villalago”, ci spiega l’origine di questo paese, infatti prima ancora dell’arrivo di San Domenico esisteva una “villa”, tipico insediamento alto-medioevale in questo luogo che anticipava dunque la nuova forma di organizzazione che poco più in la sarebbe stata promossa dagli abati e non solo, ma anche dalle ricche famiglie aristocratiche che diedero vita al fenomeno dell’ “incastellamento”. Ci sono stati anche splendidi ritrovamenti di epoca romana nelle zone circostanti che sono testimonianze dirette del fatto che la zona era ampliamente frequentata anche in epoca romana, ma ulteriori tracce del passato sono state fornite anche dai Longobardi , che secondo gli studiosi non hanno attraversato la zona ma bensì hanno abitato per molto tempo il luogo.

Il centro abitato di questo paese è nato , invece, intorno all’XI secolo ed è proprio questo il periodo in cui si attesta l’arrivo del Santo Domenico in zona: egli infatti da Foligno giunse nella Valle del Sagittario , e non a caso il suo arrivo coincide anche con un altro fatto storico di notevole importanza e cioè la costruzione dei diversi conventi domenicani oltre che i monasteri eremiti in Prato Cardoso, lo stesso Eremo di San Domenico ed anche quello di San Pietro in Lacu che fu proprio lo stesso Domenico a voler costruire , a poca distanza dal suo eremo , ma un po’ più verso l’interno, avendo ricevuto in dono dai Conti di Valva l’intera Valle de Lacu. Quest’ultima costruzione ebbe notevoli ripercussioni sulla zona, a partire dal settore economico, infatti i contadini valvensi per esempio da questo momento in poi iniziarono a rendere coltivabile la zona che invece prima era stata lasciata in stato selvaggio e dunque il monastero è noto soprattutto per i numerosi possedimenti agrari e per le rendite che ci furono sin dal 1071; questo monastero poi ebbe talmente tanto potere che addirittura ebbe sotto il suo cospetto gran parte delle strutture ecclesiastiche poste nelle sue vicinanze, ma purtroppo poi abbandonata nel 1474 dai Benedettini, non fu più riconsiderata come centro di potere e la struttura decadde. Ancora oggi infatti è disfatta.

Successivamente però la “Villa de Lacu”divenne possedimento dei Conti di Sangro , dei Caldora e di Francesco da Procida, e dai Belprato che però furono cacciati in malo modo avendo esagerato con l’imposizione delle tasse , cosa che ovviamente non piacque alla popolazione che presto insorse.

Il centro storico del paese è particolare: le case sono tutte addossate le une alle altre e posizionate come fossero scalette perché seguono il profilo stesso del paese che è a sua volta stretto, come anche le stradine ed i vicoli ,ed il centro abitatosi organizza intorno al Palazzo Baronale, risalente al XVIII secolo che era della famiglia dei Lupi, una famiglia molto nobile all’epoca, ma attualmente esso è diviso in varie abitazioni private anche se continua a mantenere internamente l’oratorio dell’Addolorata (di proprietà della Parrocchia) che insieme alla Parrocchia di San Michele Arcangelo viene considerata la Parrocchia più vecchia; poi altro nucleo fondamentale oltre che punto di riferimento per l’espansione del paese fu la torre di avvistamento : nello specifico la torre serviva soprattutto per controllare che tutto nella Valle del Sagittario andasse bene; essa è un a torre Medioevale risalente al XII secolo che si compone di un torrione cilindrico ed è posto vicino al Palazzo Baronale ed è probabile che la sua costruzione fosse legata ad una maggiore difesa del Monastero anche se molti studiosi sono d’accordo sul fatto che la sua origine fosse molto più antica di quella riportata.

Dunque , secondo delle notizie storiche ed agiografiche , San Domenico visse nell’incanto di questi luoghi intorno all’anno Mille ed allo stesso Domenico è attribuita la costruzione del Monastero di San Pietro “in valle de lacu”, ed il Monastero degli Eremiti; quest’ultimo consisteva in una semplice costruzione nella quale i monaci si riunivano durante occasioni che prevedevano comunitaria vita monacale ed in piccole grotte utilizzate come celle eremitiche è probabile che la chiesa sia stata costruita intorno al 1500.

Conduce all’interno del Santuario un piccolo portico che tra l’altro è stato dotato di una bifora che la impreziosisce anche ma offre lo spunto per una splendida visuale sul lago. Il portico presenta quattro quadri, ognuno dei quali offre notizie su alcuni miracoli del Santo e sono rispettivamente : il miracolo delle fave , il bambino che era stato riconsegnato dal lupo, la trasformazione dei pesci in serpenti ed il ragazzo caduto dalla quercia; il portale della chiesa è riccamente lavorato con motivi floreali e secondo una ricostruzione sembra appartenesse allo stesso Monastero di San Pietro.

L’interno della chiesa invece ha un andamento un po’ particolare, infatti entrando , dopo la prima campata essa sembra restringersi andando verso il fondo, mentre la porzione esattamente dietro l’altare evidenzia un semplicissimo ingresso verso la parte più significativa , ma anche la più antica di questo insolito luogo di culto, si tratta della porta che conduce alla “Grotta di San Domenico”. Conducono dentro la grotta degli scalini che sono interamente ricavati nella roccia , sono rampe di scale brevi ma irte che immettono nella stretta imboccatura della grotta , che è chiusa da un piccolo cancelletto in ferro battuto. Una volta attraversato lo stesso ingresso , nella parte sinistra è possibile osservare quella che sembrerebbe una tomba che è delimitata da quattro piccoli pilastri che sono posti agli angoli di questa struttura rettangolare , e questa struttura era il letto dello stesso San Domenico, era qui infatti che il Santo amava riposare disteso su delle travi di legno, e qui giaceva al fresco ed al riparo da caldo e sole.

Villalago è un paese molto attento al culto di questo, in un certo senso San Domenico potrebbe essere definito il simbolo di questo luogo. In particolare sono tre i festeggiamenti in date fisse, dedicati al Santo in questione : il 22 gennaio, il Lunedi dopo Pasqua , ed il 22 agosto; sono delle feste che attraggono sempre molti turisti oltre che pellegrini legati al culto del Santo. Durante i festeggiamenti del 22 gennaio si vuole ricordare la morte del Santo che avvenne in questo giorno dell’anno 1031. Durante il Lunedi dopo Pasqua invece , ossia il Lunedi dell’Angelo, i fedeli si recano in processione presso l’Eremo portando le reliquie del Santo , e questa è un’occasione per una scampagnata nelle montagne circostanti. Il 22 agosto invece è un’occasione diversa ma più importante : i festeggiamenti in onore del Santo avvengono in paese, mentre il giorno dopo c’è una celebrazione del rito liturgico nel Santuario.

Accorrono persone dei paesi vicini e non solo: è una festa che coinvolge tutti i paesi che sono particolarmente devoti a San Domenico. C’è un certo parallelismo in questa festa con la festa del San Domenico di Cocullo, anche se oggi la tradizione si è spenta: un tempo la statua del Santo veniva portata in processione completamente ricoperta di serpenti, anche perché si attribuiva proprio a lui la capacità di proteggere dal morso dei rettili velenosi, dalla rabbia, ma in particolar modo dal mal di denti; addirittura in passato le mamme portavano i loro bambini sull’altare durante la festa perché mordessero un serpente in modo tale da ottenere l’immunità dal suo veleno. Inutile dire che oggi anche questa “insolita” tradizione è morta. L’esigenza invece di toccare le pareti dell’eremo o di bagnarsi con l’acqua della grotta invece è rimasta ancora adesso , è l’unico modo per provare a stabilire un contatto con uno dei Santi più celebrati d’Abruzzo.

Gallerie di immagini

Eremo di San Domenico a Villalago

Villalago

Lago di San Domenico a Villalago

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