Bominaco, oratorio di San Pellegrino

Benvenuti in questa guida dedicata alla scoperta delle meraviglie artistiche dell’oratorio di San Pellegrino.

Oratorio di San Pellegrino a Bominaco
Bominaco (frazione di Caporciano, Aq). Oratorio di San pellegrino. Interno con pitture.

Tra le valli dell’aquilano, lungo il fiume Aterno, si nasconde una minuscola frazione di Caporciano: Bominaco. All’apparenza poche case di pietra, in realtà borgo custode di preziosi tesori d’arte sacra.

La chiesa di Santa Maria Assunta e il vicino oratorio di San Pellegrino costituiscono infatti un complesso sacro di straordinaria bellezza ed eccezionale valore artistico.

Terra di chiese e castelli

Quella striscia d’Abruzzo tra Navelli e L’Aquila è ancor evidente nella sua organizzazione medievale. Era infatti strutturata secondo un complesso sistema di castelli, ciascuno a vista di altri.

In epoca antica costituivano una fitta rete di collegamenti difensivi in grado di rendere quel territorio inespugnabile.

Tracce ancora visibili di queste fortificazioni sono, ad esempio, i castelli di Caporciano e di Bominaco.

Spesso difendevano borghi, ma anche chiese e ricchi monasteri, come nel caso del castello di Bominaco che domina e protegge due degli edifici religiosi medievali più importanti della regione.

Si tratta delle chiese benedettine di Santa Maria Assunta e di San Pellegrino, anticamente parte del grande complesso monastico benedettino di Mamenaco, ormai sparito.

L’oratorio di San Pellegrino a Bominaco

L’antico monastero andò distrutto nel 1423 ad opera di Braccio da Montone, capitano di ventura al soldo della corona aragonese, ma le chiese si conservano sorprendentemente intatte.

Oggi sono immerse in una suggestiva cornice naturale di un bosco di abeti; Santa Maria in posizione leggermente più elevata rispetto al più piccolo oratorio dedicato a San Pellegrino.

Bominaco (frazione di Caporciano, Aq). Oratorio di San pellegrino. Esterno.

Santa Maria Assunta, eretta alla fine del XI secolo (1093), si presenta nelle forme più pure del romanico abruzzese, con pianta a tre navate e absidi sul modello di San Liberatore a Majella.

A differenza del piccolo oratorio di San Pellegrino, dove il colore esplode in un’esuberanza pittorica, Santa Maria si caratterizza per un’essenzialità dell’architettura, cui si aggiungono però splendidi arredi interni in pietra scolpita.

Le pareti esterne furono definite dallo storico dell’arte Gavini come una “nuda muraglia”. Per scoprirla e visitarla in tutta la sua essenziale bellezza, ecco il link alla nostra guida completa su Santa Maria.

Visitare l’oratorio

Come detto, l’oratorio di San Pellegrino si trova poco più in basso, sul fianco della collinetta, rispetto a Santa Maria

oratorio di San Pellegrino
Bominaco (frazione di Caporciano, Aq). Oratorio di San pellegrino. Pitture della volta e della controfacciata nella zona dell’ingresso.

L’aspetto e le caratteristiche architettoniche sono molto più semplici e del tutto diverse.

Ha un solo ambiente con volta a botte e un rustico portichetto davanti all’ingresso.

Dentro, due lastre in pietra scolpite, dette plutei, separano la zona riservata al sacerdote dallo spazio cui erano ammessi i fedeli.

Essi recano una iscrizione riferita all’abate Teodino, che rinnovò la chiesa nel 1263, e ne ricordano la fondazione dovuta a Carlo Magno

a rege carulo edificata

Gli affreschi di San Pellegrino

Allo stesso periodo (1263 e anni successivi) risale anche il ricchissimo ciclo di affreschi che copre tutte le pareti e la volta dell’Oratorio.

oratorio di San Pellegrino
Bominaco (frazione di Caporciano, Aq). Oratorio di San pellegrino. Volta con pitture e Calendario.

Pitture paragonabili al ciclo di Santa Maria ad Cryptas, nella vicina Fossa.

L’intero ciclo pittorico è abbastanza omogeneo dal punto di vista stilistico e svela un lavoro di stretta collaborazione tra i vari artisti che lo hanno creato.

Ma un esame più attento ci permette però di cogliere le loro peculiarità e distinguerne i lavori.

All’occhio specializzato è infatti possibile identificare almeno tre diversi stili, riconducibili essenzialmente ad altrettanti autori, tutti ignoti, detti Maestri.

Abbiamo quindi il Maestro della:

  • Passione
  • Infanzia di Cristo
  • Miniaturista

Andiamo ora a scoprirne stile e opere.

Maestro della Passione

Il Maestro della Passione ha realizzato la maggior parte degli affreschi, cioè quelli relativi alla storia della Passione e della vita di San Pellegrino, nonchè le immagini dipinte sulla facciata d’ingresso e sul fondo.

Il suo stile rifiuta legami con la tradizione artistica, con la pittura bizantina e con i gli influssi goticheggianti.

Bominaco (frazione di Caporciano, Aq). Oratorio di San pellegrino. Pitture della controfacciata con il gigantesco San Cristoforo.

I suoi personaggi si collocano in uno spazio irreale, privo di architetture, dove le proporzioni delle varie figure sono travisate, forse alla ricerca di maggior suggestione.

I colori e gli accostamenti sono accesi, violenti, quasi popolareschi.

Egli è autore della maggior parte delle scene, tra cui:

  • gigantesco San Cristoforo in controfacciata
  • Entrata di Cristo a Gerusalemme
  • Incontro a Emmaus
  • Deposizione dalla Croce
  • Seppellimento
  • Lavanda dei piedi
  • Cattura di Cristo
  • Flagellazione
  • Cena

Maestro dell’Infanzia

Il Maestro dell’Infanzia di Cristo è detto così perchè autore degli episodi della vita di Gesù.

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Si tratta di un pittore che riesce a crare una valida fusione tra le linee degli artisti d’Oltralpe e l’iconografia bizantina, coniugandole con i modelli propri della terra e della gente d’Abruzzo.

Il Maestro dell’Infanzia si orienta invece verso una pittura di carattere più fortemente monastico, secondo un’ipotesi – in verità controversa – che tende ad ammettere l’esistenza di uno stile propriamente “benedettino”.

Egli tende a creare personaggi dalle membra allungate e dalle teste piccole, assai eleganti e che vengono inseriti in architetture reali.

Sono opera sua le scene della:

  • Visitazione
  • Natività

Maestro Miniaturista

Il terzo dei Maestri, detto il miniaturista, realizza il celebre calendario, sovrastato dai profeti, che si trova nella terza campata.

Bominaco (frazione di Caporciano, Aq). Oratorio di San pellegrino. Calendario e Profeti.

Questa maestosa scenografia è suddivisa sui due lati dell’edificio, sei mesi per ciascun lato. Vi si vedono uomini elegantemente vestiti, cavalli con bardatature, contadini con belle tuniche, chiamati a raffigurare con la loro presenza i segni dello zodiaco.

Il Calendario dipinto scandisce le festività della diocesi di Valva (San Pelino a Corfinio) di cui il monastero faceva parte.

Il suo è uno stile di formazione tipica dei miniaturisti, quegli artisti che dipingevano minuscole scene sulle pagine dei libri medievali.

Recentemente è stato messo in relazione con le “storie di Costantino e di papa Silvestro” nella chiesa romana dei Santi Quattro Coronati.

Le “storie”

Le varie storie non seguono un preciso ordine di successione, ma sembrano confuse tra loro.

Il Giudizio Finale è suddiviso in vari frammenti:

  • arcangelo Michele pesa le anime
  • San Pietro apre le porte del Paradiso
  • tre Patriarchi tengono i beati in grembo
  • dannati vengono torturati dai demoni

si trovano in aree diferenti della volta e delle pareti.

Il ciclo della Passione, ad esempio, è diviso su tre pareti senza collegamenti cronologici.

Le immagini più belle del Calendario

Scopri la meraviglia straordinaria del Calendario con questo articolo fotografico di ArteIllustrata, ricco di straordinarie fotografie d’arte dei dettagli dell’affresco.

2 Commenti

  1. Giovanni Albani Lattanzi
  2. MARIO TROIANI

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