Paganica: San Giustino al cimitero

Se L’Aquila – nonostante le ferite del sisma – è un vero trionfo di monumenti e tesori d’arte medievali e rinascimentali, il suo territorio non è certo da meno. Le tante frazioni sono veri scrigni di meraviglie, per di più immersi in un territorio suggestivo dove la natura è ben conservata. Tra queste frazioni merita senza dubbio una visita Paganica, per i suoi monumenti ma anche per una curiosa festa tradizionale che vi si tiene nel periodo di Pasqua.

Paganica (AQ), chiesa medievale di San Giustino al cimitero, interno con riuso di colonne romane

I luoghi della visita

Anche se oggi Paganica è solo una frazione, bisogna sapere che in passato fu invece un borgo di notevole importanza, tant’è che il suo nome si annovera tra i castelli che nel medioevo parteciparono alla costruzione dell’Aquila. Il nome deriva probabilmente da un antico tempio romano, ormai scomparso, dedicato a Giove.

A Paganica si può arrivare facilmente dall’autostrada A24 Teramo-Roma, uscendo al casello di Assergi e scendendo quindi lungo la suggestiva strada di montagna che attraversa Camarda, oppure al casello L’Aquila Est, passando per Bazzano.

Nei pressi del cimitero si trova l’oggetto della nostra proposta di visita: la bella chiesa di San Giustino dedicata all’omonimo predicatore Cristiano, figlio di Fiorenzo, giunto da Siponto in terra d’Abruzzo e martirizzato nel 286 assieme alla sorella Giusta. Questa chiesa è molto bella anche perché mostra ancora quasi intatto il suo vero volto medievale, conserva infatti in buona parte l’aspetto originario di quando fu costruita nell’ XI secolo.

Visitare San Giustino al cimitero

La facciata è molto pulita nelle sue linee, ha un semplicissimo portale a filo di muro, del quale emerge soltanto la lunetta, leggermente incassata e la massiccia architrave, che è l’unico elemento con una qualche decorazione rappresentata dal bassorilievo con una croce al centro.

Sulla destra del portale spicca l’imponente mole della torre campanaria, costruita dentro alla chiesa stessa, a occupare parte della navata destra. Sulla facciata, proprio sotto il campanile, fa bella mostra di sé un altare con una bellissima copertura a forma di baldacchino in pietra, costruita per la prima volta nel Trecento, ma ricostruita successivamente nel 1607. Sotto di essa spicca un affresco con la Trinità, sempre del Trecento.

L’interno è diviso in tre navate, separate da pilastri alternati a colonne, e termina in una zona dal pavimento rialzato, che nelle chiese è detto presbiterio, chiusa in fondo da una sola abside. Sotto al pavimento si cela la suggestiva cripta anch’essa con una bella abside.

Visitare Paganica

Nella parte bassa del centro storico – purtroppo fortemente danneggiato dal sisma – si trovano la chiesa di Santa Maria Assunta (in restauro) e il bel lavatoio di Fonte Vecchia; nella parte alta dell’abitato, completamente abbandonata e gravemente danneggiata, vi sono altri interessanti monumenti, purtroppo attualmente preclusi alla visita.

Ma proseguendo invece per un km lungo la strada che sale verso la funivia di Campo Imperatore, sulla destra si scorge una suggestiva chiesetta appoggiata ad una grande roccia sotto la quale la strada si infila in un emozionante passaggio in galleria: è il santuario della Santa Maria d’Appari, meta di turisti e fedeli in ogni periodo dell’anno, e splendidamente decorato all’interno da pitture.

Racconta la leggenda che, nel XIII secolo, ad una pastorella di nome Maddalena Chiaravelle apparve la Madonna con in grembo il Cristo Morto. La notizia fece talmente scalpore in paese che nel luogo del miracolo i fedeli decisero di costruire una chiesetta, ampliata poi nel corso dei secoli deviando addirittura il corso del vicino torrente Raiale. Tra il 1873 ed il 1877 venne sistemata la strada Paganica-Assergi e fu realizzato il tunnel, rendendo più semplice l’accesso e valorizzando la posizione della chiesetta.

Se l’aspetto esterno è suggestivo, l’interno merita una visita per ammirare i curiosi affreschi di mano ignota. La statua della Madonna d’Appari, scolpita nel XII secolo, si trovava (fino al sisma) in paese, custodita nella chiesa di Santa Maria Assunta.

Quest’ultima poi era il palcoscenico di una affascinante manifestazione della tradizione religiosa locale che si tiene ogni anno la sera del Lunedì di Pasqua, e può essere un ottimo suggerimento per una Pasquetta diversa all’insegna della cultura ma anche del divertimento. Al calar della sera una grande folla si radunava davanti alla chiesa di Santa Maria Assunta, nel centro storico; poi sulla balconata che si trova in alto sulla facciata prendevano posto i componenti della locale Confraternita, con il loro tradizionale abito, e il parroco.

Ciascuno di essi reggeva un antico reliquiario e, quando la cerimonia aveva inizio, il parroco iniziava a leggere una benedizione per ciascuno dei Santi di cui erano esposte le reliquie, citandone il nome, con una curiosa cantilena. Al termine, un razzo lanciato dalla piazza raggiungeva il balcone, ovviamente sgomberato da confratelli e reliquiari, e accendeva una suggestiva batteria di fuochi artificiali. La serata proseguiva con la tradizionale festa paesana.  Questa splendida usanza è purtroppo sospesa in attesa del restauro della chiesa.

Paganica (AQ), celebrazioni del Lunedi di Pasqua

Da vedere nei dintorni di Paganica

I dintorni di Paganica offrono anche numerose attrattive naturalistiche, come lo straordinario altopiano di Campo Imperatore, che è accessibile in auto solo nella bella stagione, mentre in inverno è necessario servirsi della funivia, la cui stazione base si trova poco sopra Assergi.  Quest’ultimo paese offre il centro visite del Parco, un’ interessante grotta preistorica e il bel centro storico con la chiesa di San Franco e la sua statua dormiente (purtroppo anche Assergi e il suo borgo hanno subito danni dal sisma).

Verso valle si può raggiungere invece Bazzano, altra frazione dell’Aquila, che custodisce tra le sue case la bellissima chiesa medievale di Santa Giusta (gravemtne danneggiata dal sisma, ma ora restaurata), con una famosa grotta-catacomba e un bell’ambone.

Le foto di San Giustino al cimitero di Paganica

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