Il borgo fortificato di Assergi (oggi frazione dell’Aquila), munito già di una particolare potenzialità difensiva per via della collocazione per natura strategica, era difeso da un massiccio perimetro fortificato del quale si sono ancora conservate molte testimonianze.
Delle dodici torri originali di fiancheggiamento certe sono state incorporate negli edifici privati, invece mantiene tutt’ora intere le sue caratteristiche costruttive quella situata vicino alla Porta Carbonera. La cinta fortificata, tuttora ben conservata sul lato sud-est e per una pezzo a nord-ovest, si presenta inglobato a meridione nel complesso murario del presbiterio della chiesa principale e rappresenta così un palinsesto a più livelli di grande valore in campo storico-archietettonico.
Il borgo di Assergi è per tradizione fatto coincidere con Prifernum, arcaico insediamento della tribù italica dei vestini, ed è situato sul fianco aquilano del Gran Sasso, sopra una sporgenza rocciosa alla convergenza di due valli. A seguito di una citazione incerta risalente al X secolo vi è una fonte documentaria, che si riferisce all’antico insediamento ed è costituita dalla Bolla di Alessandro III (1178) indirizzata al vescovo di Forcona: in essa Assergi è indicato come Asserice, nome trovato pure nella Cedola di Tassazione per la Crociata proclamata da papa Gregorio VIII nel 1187.
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