Tolleranza zero nei confronti del diretto interessato: ufficiale la squalifica dai campi di calcio
Come evidenzia un recente report dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA), le violenze contro i direttori di gara in tutte le categorie calcistiche nazionali – dai dilettanti fino alla Serie A – sono in aumento esponenziale. Ciò non è solo un problema di immagine del nostro calcio, ma a che fare anche con l’educazione dei giovani ragazzi.
L’AIA lo definisce molto bene nel suo ultimo resoconto: gli episodi denunciati dagli arbitri sono passati dai 120 dei primi sei mesi della stagione 2022/2023 ai 219 del 2023/2024. Un incremento abbastanza evidente, di quasi l’82%. Sono in calo gli episodi molto pesanti – come ad esempio quelli concernenti casi di ricovero in ospedale -, ma il problema rimane egualmente grave e al contempo urgente da estirpare. Un ultimo episodio, abbastanza clamoroso per le sue dinamiche, ha coinvolto una partita di Seconda Categoria.
La violenza contro gli arbitri aumenta di intensità soprattutto in quei tornei – come appunto la Seconda Categoria – che non godono di una massiccia presenza di telecamere e di forze dell’ordine. Dunque, i segni di violenza contro i direttori di gara, molto spesso giovani e alle prime esperienze sui campi da calcio, diventano ancora più evidenti.
L’episodio che ha recentemente coinvolto un calciatore della Galactic Academy, club siciliano della Seconda Categoria, ha fatto molto rumore. Soprattutto per il fatto che il tesserato in questione ha assunto un atteggiamento altezzoso ai danni del direttore di gara durante la partita, poi successivamente sospesa, contro Città di Giuliana. Si parla addirittura di una bottiglia di urina lanciata addosso all’arbitro.
Scene di violenza inaudite e recentemente studiate dal giudice sportivo che non ha avuto dubbi nell’accertare quanto accaduto sul terreno di gioco siciliano. Al calciatore sono stati inflitti ben cinque anni di squalifica a causa del fatto che anche dopo il provvedimento disciplinare – in questo caso il cartellino rosso – ha continuato a inveire con violenza contro l’arbitro, “provocandogli la caduta a terra e causando escoriazioni alle gambe, ai gomiti, dolore alla schiena, momentaneo smarrimento, mancanza di respiro e senso di vomito”, riferisce il giudice sportivo nella sua sentenza.
Insomma, un caso di violenza molto grave e le cui conseguenze faranno sicuramente giurisprudenza da qui ai prossimi mesi di campionato.
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