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Meraviglie d'Abruzzo

Acque di smeraldo e castelli: il borgo d’Abruzzo che sembra uscito da una fiaba

Il fiume più limpido d’Europa e un borgo fermo nel tempo: guida pratica a Capestrano e alla Valle del Tirino tra canoe, castelli medievali e sapori autentici dell’Abruzzo.

Weekend a Capestrano: sospesi sulle acque di cristallo del Fiume Tirino. Se pensate che l’Abruzzo sia solo vette impervie e arrosticini, c’è un angolo di paradiso che vi farà cambiare idea. Recentemente ho esplorato Capestrano e la Valle del Tirino, e quello che ho trovato è un mix incredibile di storia medievale e una natura così vivida da sembrare un filtro di Instagram. Ecco perché dovreste inserire questa meta nel vostro prossimo viaggio e, soprattutto, come viverla al meglio senza incappare nelle solite trappole per turisti.

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Il “Miracolo” del Fiume Tirino: Un’esperienza sensoriale

Non è un’esagerazione: il Tirino è davvero uno dei fiumi più limpidi d’Europa. L’acqua ha una tonalità di smeraldo che lascia senza fiato.

  1. Il mio consiglio in canoa: Non limitatevi a guardarlo dalla riva. Affidatevi ai ragazzi de Il Bosso per un’escursione in canoa. La sensazione di scivolare in silenzio assoluto, vedendo perfettamente il fondale a metri di profondità, è terapeutica.
  2. Dritta pratica: L’acqua è ghiacciata (11°costanti!). Anche se fuori ci sono 30°, portatevi una felpa leggera per quando il sole cala o se siete particolarmente freddolosi.
  3. Per i sub: Se siete subacquei, il Lago di Capodacqua nasconde dei mulini medievali sommersi. È come visitare una piccola Atlantide montana.

Tra Guerrieri e Castelli: Il fascino di Capestrano

Il borgo di Capestrano domina la valle dall’alto e sembra rimasto fermo nel tempo.

Tra Guerrieri e Castelli: Il fascino di Capestrano – inabruzzo.it

Castello Piccolomini: È il cuore del borgo. Entrate nel cortile e salite sulle mura: la vista sulla valle che si apre sotto di voi vale da sola il viaggio.

Il mistero del Sator: A pochi minuti dal centro, immersa nel verde, c’è l’Abbazia di San Pietro ad Oratorium. Cercate l’enigmatico “Quadrato del Sator” sulla facciata: un gioco di parole latino che ancora oggi interroga gli storici.

L’icona: Qui è stato ritrovato il celebre Guerriero di Capestrano. Anche se l’originale è a Chieti, l’anima fiera di quel popolo (i Vestini) si respira in ogni vicolo.

Dove mangiare: 3 posti che valgono la sosta

Dimenticate i menu turistici. Qui si mangia la terra e il fiume.

1. Agriturismo Terra di Solina (L’autenticità)

È il posto dove ho riscoperto il sapore del vero grano antico. Usano la Solina (un grano tenero locale) per fare una pasta che profuma di montagna.

Da non perdere: I loro piatti con i legumi locali. Prenotate con largo anticipo, specialmente nel weekend, perché è amatissimo dai locali.

2. Ristorante Collerotondo (La tradizione)

Se cercate l’Abruzzo dei sapori forti, venite qui. I loro arrosticini sono tagliati a mano e cotti a puntino. L’ambiente è caldo, quasi familiare, perfetto dopo una giornata all’aria aperta.

3. Ristorante Camping San Martino (Relax a bordo fiume)

Si mangia praticamente a un passo dall’acqua. È la scelta migliore per un pranzo post-canoa. Provate la trota del Tirino: freschissima e cucinata con semplicità, come vuole la tradizione della valle.

Il mio verdetto

Capestrano non è solo una meta di passaggio, è un luogo che richiede lentezza. Che siate tipi da trekking o da “gambe sotto il tavolo”, questa valle vi regalerà una pace difficile da trovare altrove.

Un ultimo consiglio: Se avete tempo, fate un salto al tramonto verso l’altopiano di Navelli, a pochi chilometri. Quando la luce colpisce i campi dove nasce lo zafferano, il paesaggio diventa letteralmente d’oro. Questa è solo una delle tante perle che l’Abruzzo regala ogni giorno al mondo.

Salvatore Lavino

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