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Consigli utili

Dove fare trekking in Abruzzo, il paradiso degli escursionisti (che non ti aspetti)

C’è una montagna in Abruzzo che con i suoi 2.912 metri è la più alta dell’Appennino. Si chiama Corno Grande, e fa parte del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Non tutti sanno che qui si trova il ghiacciaio più meridionale d’Europa, il Calderone, una lingua di ghiaccio che resiste nonostante il clima. Chi ama il trekking sa che questo è il posto per le sfide più serie. La via normale al Corno Grande non è una passeggiata: ci vogliono almeno 4-5 ore di salita, tratti attrezzati e un po’ di esperienza.

Dove fare trekking in Abruzzo – InAbruzzo.it

Ma il panorama dalla cima, con il mare Adriatico da un lato e l’Appennino dall’altro, ripaga ogni fatica. Per chi non si sente pronto per la vetta, c’è Campo Imperatore, l’altopiano che molti chiamano il “Piccolo Tibet”. Qui i sentieri sono più dolci, e passeggiare tra i pascoli sconfinati è un’esperienza che riempie gli occhi.

La Maiella e il Parco d’Abruzzo, dove si cammina tra lupi e orsi

Poco più a sud, la Maiella è un’altra regina del trekking. Qui i canyon sono profondi e i boschi di faggio sembrano usciti da una fiaba. La Valle dell’Orfento è uno dei percorsi più suggestivi: si cammina su ponticelli di legno, si attraversano gole strette e si sente solo il rumore dell’acqua che cade. Non serve essere atleti, ma serve attenzione, perché il terreno è irregolare. E poi c’è il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il più antico della regione. Qui i sentieri sono più facili, adatti anche a chi cammina con i bambini. La Camosciara, per esempio, è un itinerario ad anello con cascate e scorci che lasciano senza fiato. Se si è fortunati, si può avvistare un camoscio o, con molta pazienza, l’orso bruno marsicano. Ma loro, di solito, si fanno vedere solo quando nessuno li cerca.

L’attrezzatura giusta e il trucco per non farsi trovare impreparati

La montagna, si sa, è capricciosa. Si parte con il sole e si finisce con un temporale. Per questo l’abbigliamento a strati è l’unica strategia che funziona. Un pile leggero, una giacca impermeabile e scarponi già rodati sono il minimo indispensabile. Mai scarpe da ginnastica, mai paura di chiedere informazioni ai rifugi.

E poi c’è il trucco che nessuno dice: partire presto, molto presto. Così si evita il caldo delle ore centrali e si ha tutto il tempo per tornare a valle con la luce giusta. L’Abruzzo non è una regione per turisti frettolosi. È per chi sa che la bellezza, a volte, si conquista un passo dopo l’altro.

Francesca Guglielmino

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