Una domenica con un’assenza inattesa, un palco pronto e poi il silenzio: attorno a Francesco Baccini si è stretto un cerchio di apprensione. Oggi l’aria si è rasserenata: il cantautore ha spiegato cosa è successo e come sta davvero.
Un’ospitata attesa a Domenica In. Un forfait all’ultimo minuto. I fan si sono preoccupati, e non a torto. Quando un artista abituato al contatto diretto con il pubblico salta un appuntamento televisivo così seguito, le domande si moltiplicano.
Francesco Baccini è un cantautore genovese che ha esordito tra fine anni Ottanta e inizio Novanta. Scrive al pianoforte. Alterna ironia e malinconia, osserva il quotidiano con uno sguardo nitido. La sua storia dialoga con la tradizione ligure dei narratori in musica, ma conserva una cifra personale: linguaggio diretto, ritmi pop, guizzi da teatro-canzone.
Molti lo ricordano per brani diventati simbolo di una stagione. “Sotto questo sole”, nato dalla collaborazione con i Ladri di Biciclette, fu un tormentone estivo. Baccini ha calcato anche il palco di Sanremo e ha pubblicato album che hanno segnato più generazioni di ascoltatori. In concerto alterna racconto e canzone: piano, voce, aneddoti. Il pubblico lo segue per questo patto di sincerità.
La domenica, però, la scaletta si è fermata. Doveva entrare in studio, salutare, cantare. Invece la notizia del suo forfait ha fatto il giro dei social in pochi minuti. Cosa era successo?
L’artista ha rassicurato i fan tramite i suoi canali social. Ha spiegato che non c’è stato alcun evento grave, ma un forte calo di pressione. Stress e stanchezza hanno fatto il resto. Nulla di più, nulla di meno. Oggi è a riposo e segue indicazioni di prudenza per recuperare energie.
Ha voluto ringraziare di persona Mara Venier e tutta la squadra di Domenica In per la comprensione. E ha aggiunto che tornerà presto sul palco, quando sentirà le energie tornare al 100%. Al momento non risultano comunicazioni cliniche ufficiali oltre a quanto condiviso dall’artista. Questo è il perimetro dei fatti verificabili.
Chi conosce Baccini sa che non forza i tempi. Da anni gestisce la sua presenza live con attenzione, preferendo spesso teatri e club dove l’ascolto è al centro. Anche stavolta la scelta è stata semplice e saggia: fermarsi, respirare, riprendere quando il corpo dice sì.
C’è un lato umano in tutto questo che non va perso. La televisione corre, la musica pure. Ma la salute impone la sua metrica. Un malore non è un colpo di scena: è un limite da rispettare. E la trasparenza con cui Baccini ha raccontato l’accaduto aiuta il pubblico a misurare ansie e attese.
Forse la scena più vera, oggi, è un pianoforte chiuso in una stanza luminosa, con uno spartito aperto a metà. Il tempo fa il suo lavoro, come un accordo sospeso. Quando ripartirà, quella pausa suonerà diversamente. E a noi, spettatori di questa piccola storia, resta una domanda semplice: sapremo dare valore anche agli intermezzi, non solo agli applausi?
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