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Il futuro incerto dei cuccioli dell’orsa Amarena: lupi in agguato

La tragedia dell’orsa Amarena, la madre orsa uccisa la notte dell’1 settembre a fucilate da un 56enne, continua ad avere ripercussioni. I suoi due cuccioli, nonostante siano riusciti a riunirsi all’interno dell’area del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise e ad alimentarsi autonomamente, non sono ancora al riparo da potenziali pericoli. I guardiaparco li hanno individuati in alta montagna, nei pressi di un melo, a una distanza di oltre dieci chilometri dal luogo in cui la madre è stata uccisa a San Benedetto dei Marsi (AQ) a causa di un’emorragia interna.

Considerate le condizioni di salute apparentemente buone e la loro capacità di procacciarsi il cibo da soli, le autorità hanno deciso di monitorare i cuccioli a distanza, senza cercare di catturarli. Tuttavia, i pericoli legati a una possibile nuova separazione o a minacce alla loro sopravvivenza rimangono alti. Come ha spiegato Luciano Sammarone, direttore del Parco, i cuccioli di orso marsicano, che hanno ora 8 mesi, avrebbero dovuto restare con la madre fino alla primavera prossima. Ma data la loro vitalità, è molto probabile che fossero già in grado di nutrirsi di altro cibo oltre al latte materno.

La morte dell’orsa Amarena, nonostante non sia considerata un omicidio in base al codice penale, è comunque un reato. Di conseguenza, la Procura di Avezzano (L’Aquila) ha avviato un’indagine sulla vicenda.

Il principale rischio per i due cuccioli, però, è rappresentato dai predatori presenti nel Parco. Fernando Gatta, sindaco di Villalago, dove in passato l’orsa Amarena ha dato alla luce diversi cuccioli, ha espresso la sua preoccupazione: “Purtroppo ci sono molti pericoli nel territorio, a cominciare dai lupi”. Ha quindi espresso la speranza che il monitoraggio dei guardiaparco possa in qualche modo proteggere i cuccioli, tenendoli il più possibile isolati.

Oltre ai lupi, nel parco si trovano cani inselvatichiti e cani da pastore al seguito delle greggi. Questi ultimi, come ha sottolineato il sindaco Gatta, sono controllati dai pastori, ma nessuno ha il controllo sui lupi che vagano in montagna. “Più i cuccioli riescono a mantenere le distanze dai lupi, meglio è”, ha concluso.

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