La loro rivalità ultradecennale è stata il sale del tennis moderno, ma oggi arriva una clamorosa confessione sul rapporto tra Djokovic e Federer
La rivalità è il sale dello sport, quello a squadre ma ancora più quello individuale e negli ultimi 20 anni il tennis ha vissuto la sua epoca più bella di sempre. Prima il testa a testa tra Roger Federer e Rafa Nadal, poi si è inserito anche Novak Djokovic e per i tifosi è diventata una festa.
Ora che il campione svizzero ha appeso la racchetta al chiodo da quasi un anno e mezzo, le discussioni continuano. Stabilire chi sia il più grande di sempre, senza dimenticare giocatori come Rod Laver, Bjorn Borg e John McEnroe, è solo un gioco e anche molto difficile.
Ma ad aiutare sono soprattutto i numeri, che non mentono mai. Nole è in testa tra i campioni che hanno vinto più Slam, viaggia a quota 24 e ora chi tifa Jannik Sinner spera che si fermi negli Australian Open 2024.
Ma ci sono anche altri numeri. Nella loro lunga carriera il serbo e lo svizzero si sono affrontati 50 volte, con il bilancio di 27-23 in favore di Djokovic e 17 di queste partite sono state in uno Slam anche se non sempre in finale. In ogni caso, messi insieme e quando hanno giocato negli stessi anni, hanno anche portato a casa 41 dei 77 titoli del Grande Slam, cioè 2 il serbo e 20 lo svizzero. In più hanno conquistato 66 dei 158 tornei ATP disputati in contemporanea.
Però c’è un’altra statistica che può apparire curiosa. Se sulla terra il bilancio tra i due è pari con quattro vittorie a testa, sulle altre superfici no. In tutte comanda il serbo, anche se ovviamente di stretta misura. Ma soprattutto sull’erba, il bilancio si è chiuso sul 3-1 per Nole.
La stagione del numero 1 al mondo è cominciata sul cemento australiano e sarà così almeno fino a marzo, con Indian Wells e Miami prima di ritrovare la terra. Anche lui ha accusato problemi fisici, come gli altri due ‘tenori’, ma regge ancora benissimo e non ha messo date di scadenza alla sua carriera.
Intanto però c’è il nuovo che avanza, rappresentato per primi da Jannik Sinner e Carlos Alcaraz che sono certamente due avversari temibili. E poi gli altri che scalpitano, come il giovane americano Ben Shelton che però ha perso agli Australian Open 2024 da Mannarino. Così è sfumato un nuovo confronto, come quello nelle semifinali degli US Open 2023.
In conferenza stampa, parlando di lui è stata anche l’occasione per raccontare i suoi inizi e i rapporti con Federer. “So che a Roger non piaceva il modo in cui mi comportavo all’inizio. Immagino di non essere stato il tipo di ragazzo che piace ai più forti, perché non avevo paure di dire: ‘Voglio essere il miglior giocatore al mondo’”.
In realtà lui è sempre stato così, con grandissima fiducia nei suoi mezzi e la forza di volontà che lo ha portato fino ad oggi. Non ha mai mancato di rispetto a nessuno, con Roger e Rafa negli anni ha costruito buoni rapporti ma non amicizia vera e sarà sempre così.
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