La figlia di Ornella Muti, Naike Rivelli, ha vuotato il sacco in merito al fantomatico “caso Giambruno”. La rivelazione riguarda Mediaset.
Quello che viene definito il “caso Giambruno” presenta inevitabilmente un’amara verità. La parità rappresenta ancora un obiettivo, concetto che presuppone il mancato raggiungimento del traguardo. Quanto sconcerta dell’atteggiamento del giornalista risiede, di fatto, nell’espressione di affermazioni decisamente fuori luogo in presenza delle colleghe. Modus operandi che, tra l’altro, non ha visto alcun rimprovero dai presenti. Ebbene, su questo ci ha pensato Naike Rivelli a fugare ogni dubbio esposto dai telespettatori. L’attrice aveva qualche sassolino nella scarpa di cui liberarsi.
Antonio Ricci ha eseguito un “intervento mirato” sul compagno della Premier. Un epilogo che tuttavia ha implicato il lecito dubbio del pubblico: Andrea Giambruno è l’unico a mostrarsi poco rispettoso nei confronti delle donne operative nel settore? Proprio su questo è intervenuta la figlia di Ornella Muti, la quale – per un breve periodo – collaborò proprio con l’azienda presieduta all’epoca da Silvio Berlusconi. “2023, Italia, compagno del nostro Primo Ministro…Wow” – la sentenza della cantante che, senza peli sulla lingua, ha voluto dire la sua.
Le donne non sarebbero ben accette nei corridoi degli studi Mediaset, o meglio – lo sono, ma per altri scopi. Sarebbe questa la rivelazione di Naike Rivelli, la quale – senza filtri e con la massima sincerità – ha spiegato di essersi allontanata dall’azienda proprio per questo motivo. Molti degli uomini che hanno raggiunto traguardi importanti nel settore, avrebbero al contempo molestato e infastidito le colleghe che condividevano con loro lo schermo. Un atteggiamento, questo, che secondo la figlia di Ornella Muti deriverebbe da una spinta patriarcale. L’ambiente proposto da Mediaset rispecchierebbe dunque la “cultura del maschio Alfa” per cui le donne sono importanti sì, ma fino ad un certo punto.
“Mi sono allontanata da certi ambienti, proprio per alcuni atteggiamenti osceni degli uomini” – ha raccontato – “Parlare in un certo modo delle donne come se non valessero un c**** e questo mi fa proprio schifo”. Un’opinione espressa senza peli sulla lunga che getta inevitabilmente un’ombra sulla gestione dei dipendenti Mediaset da parte dei vertici dell’azienda.
Per concludere, Rivelli ha giustamente sottolineato che, in tal caso, la denuncia di atteggiamenti molesti diviene ancor più difficile, in quanto presuppone un inevitabile coinvolgimento della più alta carica di Stato: “Come si può sentire una donna quando il compagno del Primo Ministro ci prova con te al lavoro?” – la sua riflessione.
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