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Weekend di Maggio, i borghi da riscoprire in Abruzzo

Maggio è il mese che i locali sanno custodire gelosamente. Fuori dalle rotte del turismo estivo, i monti Marsicani regalano uno spettacolo che molti si tengono per sé. Il Lago di Scanno, il più profondo dell’Abruzzo, si specchia nel verde smeraldo dei pascoli appena fioriti.

La leggenda narra che visto dall’alto abbia la forma di un cuore, ed è proprio dal vicino borgo di Frattura che si scatta la foto più romantica di tutta la regione.

Weekend di maggio in Abruzzo – InAbruzzo.it

A maggio non c’è la ressa estiva, e lungo le sue rive si può camminare in silenzio, tra pescatori solitari e il battito leggero delle canoe. Dall’altra parte, nascosto tra i vicoli del paese, c’è il laboratorio di un orafo che da cinquant’anni trasforma i fili d’argento in gioielli. I turisti arrivano e se ne vanno, ma lui è sempre lì. Quando il sole picchia sulla piazza, l’odore dei cantucci e del vino cotto si mescola all’aria pulita che scende dalla montagna.

Una fortezza che domina la valle e un borgo di pietra

A un’ora di macchina, quasi a sfiorare il cielo, c’è una fortezza che il National Geographic ha inserito tra le quindici più belle del mondo. Rocca Calascio si erge a 1.460 metri, il castello più alto dell’Appennino, svettante su un crinale che domina la Valle del Tirino. Fu costruito solo per scopi militari: le sue mura ruvide raccontano di soldati e pastori, non di dame e cortigiani. La primavera lo rende quasi magico: i prati intorno si tingono di ginestre e orchidee selvatiche, e il vento che spazza la rocca è ancora freddo ma non gelido.

Poco più in basso, Santo Stefano di Sessanio è un borgo di pietra calcarea che sembra sospeso nel Medioevo. I vicoli stretti, le case in pietra bianca e il silenzio rotto solo dal passo dei pochi turisti che hanno avuto la fortuna di scoprirlo. George Clooney lo aveva capito quando ci girò alcune scene di The American.

Il borgo che ispirò Escher e profuma di arrosticini

Poco più a sud, arrampicato sulla Majella, c’è Pacentro. Le sue tre torri medievali spuntano tra le ginestre in fiore, e nel 1929 il famoso incisore olandese Maurits Cornelis Escher rimase talmente colpito dalle sue architetture da dedicargli una litografia. Merita una visita la torre del castello, che con due euro regala una vista sulla Valle Peligna che toglie il fiato. Se la passione è per gli arrosticini, qui siamo nel santuario: gli spiedini di pecora si mangiano con le mani, rigorosamente caldi, accompagnati da un buon Montepulciano d’Abruzzo.

Per finire, le ferratelle, cialde dolci che si riempiono con miele o marmellata. Chi arriva a maggio trova i prezzi ancora calmierati e la natura nel suo momento più tenero. L’Abruzzo non è una regione per chi ha fretta. È per chi sa aspettare, assaporare, lasciarsi sorprendere dai suoi silenzi.

Francesca Guglielmino

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