3 mete abruzzesi ideali in questo periodo per tutta la famiglia

In Abruzzo l’inverno è vicino, concreto: neve che scricchiola, legna che profuma, paesi di pietra dove i bambini imparano a sciare e i nonni guardano il cielo. Tre mete, tre modi diversi di vivere la montagna con tutta la famiglia, senza forzature e con il ritmo giusto.

3 mete abruzzesi ideali in questo periodo per tutta la famiglia
3 mete abruzzesi ideali in questo periodo per tutta la famiglia

Alto Sangro, tre paesi un’unica neve

Nel comprensorio dell’Alto Sangro ho trovato l’idea di “settimana bianca” che funziona. Roccaraso, Rivisondoli e Pescocostanzo collegano oltre 100 km di piste con impianti di risalita moderni. Le piste blu sono ampie, le rosse divertono, le nere fanno selezione. Le famiglie hanno campi scuola ben visibili, aree per slitte e noleggi a portata di parcheggio. Gli snowboarder hanno snowpark curati e linee pulite.

Qui la logistica conta: si arriva, si veste il bimbo, si entra in pista. Se serve, si prenota la scuola sci la sera prima e la mattina fila via liscia. L’occhio, però, ogni tanto scappa alle cose belle. A Pescocostanzo il centro storico conserva balconi in ferro battuto, bugne barocche e botteghe del tombolo. Nel pomeriggio, passeggi a piedi tra vicoli silenziosi e luci calde. In rifugio, polenta o arrosticini: energia semplice che fa bene dopo una giornata di sci.

Gran Sasso e Parco, l’altra faccia dell’inverno

Il Gran Sasso cambia il passo. A Campo Imperatore, il “Piccolo Tibet”, la quota sale fino a circa 2.200 metri. La luce è cruda, l’orizzonte largo. La funivia da Fonte Cerreto ti poggia in alto, accanto all’Hotel Campo Imperatore, luogo iconico e storicamente noto. Qui il vento può decidere gli orari: meglio controllare i bollettini prima di partire. Le piste sono essenziali, ottime quando l’innevamento è pieno. Il fuori pista è un richiamo per chi pratica freeride o scialpinismo con guida e attrezzatura. Per le famiglie con bimbi già autonomi sugli sci è una scoperta; per i più piccoli, i servizi sono meno diffusi che all’Alto Sangro.

Più a sud, Pescasseroli è la soglia del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Qui l’inverno rallenta. Con le ciaspole entri nel bosco tra faggi altissimi e silenzi veri. Le guide del Parco organizzano uscite semplici, adatte anche ai ragazzi, e percorsi serali che insegnano a leggere le tracce sulla neve. Sulle piste di sci di fondo impari la misura del respiro. Gli avvistamenti faunistici non si promettono: si sperano. Capita di scorgere cervi e camosci a distanza, sempre senza invadere. In paese, un centro visite ben fatto, laboratori per bambini, formaggi di malga e una torta calda che sa di casa.

Mi piace l’idea che in pochi chilometri l’Abruzzo offra tre esperienze così diverse e complementari. L’efficienza dell’Alto Sangro quando vuoi certezze. La potenza di Campo Imperatore quando cerchi orizzonte e misura. La quiete di Pescasseroli quando desideri natura che ti parla piano.

Prima di partire, faccio sempre tre cose semplici: controllo meteo e aperture, prenoto scuole e noleggi, rispetto le regole del Parco e della montagna. Poi lascio spazio a ciò che non si programma. Un bambino che disegna il suo primo curva in controluce. Un cane che corre nella neve fresca. Un cielo che, al tramonto, si fa viola. Non è questo, alla fine, il motivo per cui andiamo in montagna d’inverno? Per tornare con gli occhi pieni, e con una storia da raccontare a tavola, davanti a una tazza che fuma.

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