Bominaco custodisce la “Sistina d’Abruzzo”, un tesoro di affreschi medievali e sapori autentici. Una guida completa tra l’Oratorio di San Pellegrino, i panorami del castello e i migliori ristoranti dove gustare lo zafferano DOP e la cucina locale.
Bominaco, la “Sistina d’Abruzzo”: perché questo borgo segreto vi toglierà il fiato (e dove mangiare). Una vacanza ideale, che sia di diversi giorni o anche solo una visita mordi e fuggi, esige due cose su tutte: luoghi ameni e pittoreschi da ammirare ed una cucina strepitosa, per intrattenersi con allegria e soddisfazione a tavola. E Bominaco risponde al meglio a queste esigenze.
E capisci allora che l’Abruzzo è una terra magica: è quando, dopo aver percorso le curve che salgono sull’Altopiano di Navelli, ti ritrovi davanti alla porta dell’Oratorio di San Pellegrino. Non lasciatevi ingannare dalla facciata semplice in pietra bianca. Una volta varcata la soglia, il tempo si ferma. Bominaco è, più nello specifico, una frazione di Caporciano che custodisce un tesoro d’arte medievale unico al mondo, con i miei consigli personali per vivere un’esperienza autentica, lontano dal turismo di massa.
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Il vero “wow” arriva entrando nell’Oratorio. Le pareti sono un tappeto di affreschi del 1263. Cercate di visitare l’Oratorio al mattino. Quando la luce filtra dalle piccole finestre, i pigmenti rossi e blu del “Calendario Bominacense” sembrano quasi illuminarsi di vita propria, mostrandovi come vivevano e lavoravano i monaci nel Medioevo.
A pochi passi, l’Abbazia di Santa Maria Assunta vi accoglie con un silenzio solenne. Non limitatevi a guardare le navate: avvicinatevi all’ambone. I dettagli scolpiti nella roccia sono così precisi che sembra impossibile siano stati realizzati quasi mille anni fa.
Se avete scarpe comode, salite lungo il sentiero che porta ai resti del Castello Recinto. Da quassù la vista spazia su tutta la valle sottostante. È il posto perfetto per una foto panoramica di uno degli scorci più suggestivi di Bominaco, specialmente all’ora del tramonto quando la pietra del castello si tinge d’oro.
La cucina qui è una questione di identità. Non potete andarvene senza aver assaggiato lo zafferano DOP dell’Aquila o i legumi locali. Ecco tre indirizzi testati per voi:
Accesso: Le chiese sono spesso chiuse. È fondamentale telefonare preventivamente ai referenti locali (i contatti aggiornati si trovano solitamente sul sito del Comune di Caporciano o presso la Pro Loco).
Cosa comprare: Non andate via senza un vasetto di zafferano in stimmi o un sacchetto di lenticchie di Navelli; sono il miglior souvenir possibile. E poi via verso un altro borgo meraviglioso d’Abruzzo.
L’Autore
Salvatore Lavino è un giornalista e autore certificato Google che dal 2009 racconta il mondo attraverso la scrittura. Con oltre quindici anni di esperienza, ha spaziato dall’attualità alla cronaca, passando per politica, sport e intrattenimento. Profondo conoscitore della cultura e della cucina italiana, mette la sua firma su contenuti che uniscono informazione puntuale e narrazione appassionata, garantendo ai lettori qualità e autorevolezza.
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