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Casanova

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Casanova, frazione di Cortino
Dati e curiosità
frazione di: Cortino (Te)
area: Monti della Laga

Introduzione 
Il centro urbano di Casanova, collocato a 680 metri sul livello del mare, con 110 abitanti appartenenti a 51 nuclei familiari, è lontano da Teramo 18 chilometri, mentre sono 7 i chilometri che lo separano da Pagliaroli.
Storia 

1134 
Gusberto di Suppone regala all’episcopo Guido II tutti i suoi possedimenti siti in Caiano, Nove, Padula, Cortina, Commoniano, Acquaviva, Colle Aiolesco, Gregano, Casanova e Faieto; “…entro i confini delle terre montanara e teoderadesca e fra le terre totonesca e teoderadesca in ville, chiese, …e uomini.” (F. Savini, Cartulario, appendice)
1329 
Il vescovo aprutino N. Arcioni paga l’adoa per la struttura “Casanove”: la proprietà è nota anche grazie a incartamenti risalenti al 1332. (N. Palma, Storia, II)
1350 
Lalle II Camponeschi dell’Aquila acquista il titolo di conte di Montorio, al cui distretto in seguito sarà aggiunto pure il feudo di Fronto di cui fa parte anche Casanova.
1526 
Il registro censuale fatto compilare dall’episcopo F. Cherigatto dimostra che la parrocchia di San Martino di “Casanova”, inclusa nella cappella di Pagliaroli, ha l’onere di pagare una rendita in natura e 18 lucchesi.
1585 
Il 4 del mese di Luglio, all’interno dell’aula chiamata dell’Università, situata dentro il chiostro del monastero di San Giovanni in Perulis, si svolgono gli incontri ufficiali del parlamento dell’Ateneo di Frunti, formato dai rappresentanti dei 2/3 degli abitanti, con lo scopo di incaricare i primi cittadini eletti dal luogotenente della Contea di Montorio, U.I.D. D. Berardino Tallutji, di contestare la presa di posizione della Regia Corte in Napoli di reinfeudare lo Stato di Montorio al nuovo conte Illustrissimo Signor D. Lelio Caracciolo di Vico, in seguito al decesso senza eredi dell’ultimo conte D. Alfonso Carafa. Per tale ragione fu stabilito di lasciare a questi primi cittadini la possibilità di usufruire di alcuni beni della popolazione di Frunti in modo che col denaro ricavato dalla loro vendita si potesse tornare in Demanio sotto l’ala protettrice della Regia Corte senza alcun limite feudale. Furono presenti insieme all’Onorabile Camerario Tiburtius Montis e al Massaro Camillo Lodovici: “Abiamontem Octaviani, Andream Jo.Camilli, Pomponium Alexandri, Jo.Berardinum Joannis Baptiste, Ciccum Amici e Pellegrinum Paschalis” ognuno di essi di Casanova; qualcuno era proprietario di masserie in località Solignano,confinante con il demanio della parrocchia di Santa Maria di Solignano (A.S.Te., Not. Toxota G.D. di Montorio).
1614 
La parrocchia di San Martino di Casanova e la parrocchia di Santa Maria di Collegilesco sono governate dal medesimo prete.
1688 
Sante di Liberatore divenne procuratore della cappella del Santo Rosario, costruita dentro la parrocchia di San Martino di Casanova in cui è prete D. Paolo Thoro di Tossiccia. Mastro Lorenzo Nagacci, vecchio procuratore, lasciò ogni documento della sua amministrazione: da questi documenti risulta anche che erano state concesse in tributo a Pietro di Domenico Antonio di “Macchia Trinella” 44 pecore e 9 capre, che si impegna a riconsegnare (A.S.Te., Not. Ricci G.A. di Teramo).
1693 
Durante l’affitto della riscossione delle imposte, che venivano chiamate Collette, assegnato a Ippolito di Bartolomeo di Valle San Giovanni, si procede a stilare un elenco con le quote che l’uomo deve incassare, come i 101 ducati pagati dalla villa di Casanova (A.S.Te., Not. Marcacci G. di Montorio).
1718/1723 
“Villa Casa Nova” è retta dal parroco Giuseppe Nagacci, che si occupa anche della confraternita del Rosario locale.
1732 
Gli introiti provenienti dalla parrocchia di Santa Lucia di “Gragnano”sono attribuiti alle parrocchie di Casanova e di Collegilesco, provviste di curato.
1741 
Francesco di Filippo di Casanova è procuratore della confraternita del Rosario di Casanova.
1750 
Giacomo Nagacci è procuratore della confraternita del Rosario di Casanova.
1752 
Stefano di Giandomenico di Casanova è procuratore della confraternita del Rosario di Casanova.
1758 
Giuseppe Nagacci è procuratore della confraternita del Rosario di Casanova.

Da vedere
La maggior parte delle sue costruzioni risalgono all’Ottocento e all’età moderna, con qualche sporadica eccezione di palazzi ancora più antichi. In particolare un’abitazione interamente in pietra è degna di nota per la sua antichità – risale agli inizi del Cinquecento – e per la presenza di elementi architettonici particolari. L’antica casa, caratterizzata da un portico al piano terra e loggiato nella parte superiore, probabilmente è stata ristrutturata nel XVIII secolo. È possibile ipotizzare che la struttura fosse nata per fini di natura sacra per l’esistenza di un singolare monogramma del Nome di Gesù, sito sull’architrave dell’atrio al piano di abitazione, in cui la lettera H al centro è soppiantata dai tre monti all’italiana che caratterizzano l’emblema di Montorio. La parrocchia di San Martino, conosciuta grazie ad alcune citazioni risalenti al Medioevo, è stata interamente e recentemente restaurata, precisamente intorno al 1955-60.
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Eventi
Natale
Presepe vivente
che vede la partecipazione di tutta la popolazione

11 settembre
San Martino
I festeggiamenti solenni per il santo patrono, San Martino, hanno luogo l’11 del mese di settembre.