In viaggio alla riscoperta di alcuni dei più antichi e suggestivi eremi, monasteri e abbazie che corollano l’Abruzzo. Ecco dove trovarli.
Le terre d’Abruzzo sono zeppe di simboli e luoghi di culto, alcuni abbandonati, altri ancora vivi, ma tutti hanno in comune un fattore molto importante: hanno tutti una o più storie da raccontare, l’importante è sapere ascoltare e cogliere ciò che quelle pareti, quei soffitti, quelle imponenti porte e quegli altari sono in grado di dirci, in maniera silente eppure così eloquente. Ma di così tanti luoghi, quali vale più la pena visitare?
Il nostro primo consiglio, per quanto generico, è quello di girare per tutti i luoghi simili che è possibile trovare in Abruzzo, dato che ognuno è diverso e ognuno ha un suo personale vissuto, magari perché attraversato da un certo ceppo culturale piuttosto che da un altro. Se però dovete fare una selezione di alcuni luoghi da visitare assolutamente, di seguito trovate una bella lista di consigli per chi ama vivere questo genere di avventure.
Scegliere la propria destinazione non è facile ma, se si ricerca un viaggio tra l’ascetismo spirituale, la natura incontaminata, in una cornice temporale che pare cristallizzata, l’Abruzzo ha tanto da offrire in questo senso. Secondo Edoardo Micati, ci sarebbero ben 85 eremi e chiese rupestri scavati la Majella, il Morrone e il massiccio del Gran Sasso. Dove andare dunque?
Una prima opzione potrebbe essere rappresentata dall’eremo di Sant’Onofrio, sito sulle pendici del Monte Morrone, non poi così distante da Sulmona. Un lugo che racconta la storia di un uomo che avrebbe significato tanto per la Chiesa cattolica, dato che il posto fu abitato da Pietro Angelerio, conosciuto meglio col nome di Papa Celestino V. Angelerio, dopo aver abdicato, ritornò all’eremo di Sant’Onofrio nel 1295.
A far strabuzzare gli occhi, arrivano poi le abbazie, imponenti strutture architettoniche, con elementi in grado di caratterizzare ogni aspetto di ognuna di queste: la facciata romanica di San Liberatore a Maiella a Serramonacesca, semplice ed evocativa; l’abbazia di San Clemente a Casauria, la prima abbazia romanica d’Abruzzo; San Giovanni in Venere, un luogo magico immerso tra il verde dei boschi e il profumo del mare.
Certo è che, non tutti questi luoghi di meditazione e di culto, godono ancora dello stesso splendore ascetico e spirituale con cui i monaci erano soliti adornarli, avendo dunque subito un processo di trasformazione che li ha resi molto più simili a musei, in grado di raccontare delle storie a metà tra cielo e terra.
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