Savelletri di sera profuma di salsedine e legno bagnato. Le barche rientrano piano, le luci dei resort si accendono, e in mezzo al mormorio dell’Adriatico spunta una nuova insegna: la firma di Flavio Briatore e il suo progetto Crazy Pizza. Un’apertura che parla di glamour, ma anche di curiosità molto concrete: quanto costano davvero le pizze?
La scelta del litorale di Savelletri, frazione marina di Fasano, non sorprende. Qui, a pochi chilometri da Borgo Egnazia, è passato il G7 del 2024. La zona ha ritmo internazionale ma conserva facce familiari. Pescatori all’alba. Ulivi monumentali a due curve dalla costa. Un turismo che alterna sandali di cuoio e blazer leggero.
Il brand Crazy Pizza arriva in Puglia con il suo format lucido. Sala scenografica, servizio rapido, regia sonora calibrata. L’idea è semplice: pizza sottile, stesa bene, bordo quasi assente. Ingredienti in vista. Impiattamento pulito. A volte la serata si scalda con un piccolo “show” di sala, il famoso mozzarella show o la coreografia dei camerieri. Non è discoteca, non è osteria: è intrattenimento “light”, pensato per chi vuole cenare e fare stories in un colpo solo. Il palinsesto cambia in base alla serata e alla stagione.
E qui nasce la domanda che tutti tengono in tasca. Bello lo spettacolo, bella la vista, ma il conto?
Prezzi e voci di spesa: cosa aspettarsi
Al momento, il listino ufficiale della sede di Savelletri non è stato diffuso in modo univoco. Si può però ragionare sui prezzi praticati nelle altre sedi italiane del marchio. Nella maggior parte dei locali “sorelli”, le pizze “classiche” (Margherita, Marinara rivista, Diavola leggera) si muovono in una fascia intorno ai 15–20 euro. Le versioni “speciali” con bufala, crudo o verdure selezionate salgono in genere tra 20 e 30 euro. Le proposte “signature” con ingredienti di pregio, come tartufo o jamón iberico, possono toccare cifre sensibilmente più alte, fino a superare i 40–60 euro a seconda del topping e del mercato ingredienti.
Bevande e cocktail? In locali di pari fascia, un cocktail d’autore si attesta spesso tra 12 e 18 euro. Un calice di bollicine può stare tra 8 e 14 euro. Le bottiglie, specie metodo classico o Champagne, variano molto, ma la forbice 45–120 euro è frequente. Coperto o service fee dipendono dalla piazza e dalla stagione: conviene chiedere prima di ordinare.
Per visualizzare uno scontrino-tipo, immaginiamo due persone. Una pizza “classica” e una “speciale”, due calici, acqua: la spesa, sulla base delle altre sedi, può orbitare tra 60 e 80 euro. Se si punta su una pizza “di lusso” o su cocktail premium, il totale cresce in proporzione. Sono stime, non numeri ufficiali della sede di Savelletri.
Tra territorio e brand: la scommessa pugliese
C’è anche un tema di identità. La Puglia è patria di focaccia e di pizze schiette, con prezzi medi più bassi rispetto alle capitali del turismo. In zona, molte pizzerie tradizionali propongono Margherita tra 6 e 10 euro. Qui entra la forza del brand: ambiente curato, intrattenimento, materie prime selezionate e una certa “regia” dell’esperienza. Non sostituisce la pizzeria di quartiere; la affianca, le parla accanto. È un’offerta diversa, pensata per chi vuole una serata “evento” e accetta un posizionamento alto.
Dettaglio che fa la differenza? Se il menu dialogherà con il territorio. Una burrata d’Andria ben trattata, un pomodoro locale rispettato, un olio extravergine serio. Non c’è ancora una conferma univoca su quali prodotti tipici si vedranno stabilmente in carta, ma la platea pugliese riconosce al primo morso cosa è fatto con cura.
Alla fine, la domanda è semplice: in una notte d’estate a Fasano, scegli la pizza “spettacolo” o la tavola dove il vento fa da musica? Forse la risposta sta in quanta voglia hai di luce, e in quanta fame hai di storie da raccontare domani.
