Mare Fuori, cose impossibili nella realtà della quarta stagione: lo rivela un’assistente sociale

Molti elementi di Mare Fuori non corrispondono alla vera vita in un carcere minorile. Ecco cosa ha affermato un’assistente sociale.

La serie tv di Mare Fuori, per la maggior parte, è ambientata all’interno dell’IPM di Napoli. In diverse scene, di conseguenza, si può assistere alla vita in un carcere minorile. I fan, però, soprattutto nel corso della quarta stagione, hanno individuato numerosi elementi contraddittori. Ci sono delle cose che proprio non tornano. I personaggi, per esempio, possono accedere a tantissimi permessi.

Cose impossibili
Le cose impossibili di Mare Fuori – inabruzzo.it

Una TikToker, che ha lavorato proprio in simili istituti come assistente sociale, ha deciso di dare la sua versione dei fatti. In particolare, ha fatto luce su tutti quei meccanismi che non potrebbero mai esserci nella vita reale. Dopotutto, anche il regista Ivan Silvestrini ha ammesso di aver romanticizzato determinati aspetti per portare avanti la trama.

Queste cose non possono accadere nella realtà: cosa c’è di finto in Mare Fuori

Mare Fuori è la serie tv del momento. Sta riscuotendo un numero di ascolti altissimo. La quarta stagione ha aperto la strada a discussioni più o meno serie. C’è chi si è scagliato contro gli sceneggiatori per le scelte fatte e chi non ha potuto fare a meno di elogiare gli eventi accaduti ai personaggi. Una questione abbastanza delicata, tuttavia, riguarda la credibilità degli episodi. Secondo parecchi spettatori, le dinamiche mostrate all’interno del carcere minorile di Napoli non corrisponderebbero alla realtà. In effetti, sembra che alcuni elementi siano stati manipolati per dare vita alla storia.

Cose impossibili
Queste cose di Mare Fuori 4 non possono accadere nella realtà – (IG @marefuori) – inabruzzo.it

Una TikToker di nome Silvia, attraverso il suo profilo ‘fantasysilvia’, ha deciso proprio di parlare dell’argomento. Ha lavorato per tanto tempo all’interno di un penitenziario minorile e, di conseguenza, conosce bene i meccanismi alla base. In particolare, ha puntato l’attenzione sui seguenti elementi:

  • La storia di Alina: una ragazza in stato di shock, che non parla e che non dice neanche il suo nome, non può essere arrestata e portata in un istituto di questo tipo. Sarebbe stata prima sottoposta a un trattamento sanitario obbligatorio. Inoltre, viene condotta fuori dalla struttura per parlare con uno psicologo. In realtà, sono queste figure a spostarsi, non il contrario.
  • Il ricovero di Edoardo Conte: in ospedale, Edoardo è libero di muoversi tranquillamente. Non c’è nessuno che lo controlla e che gli impedisce di fare determinate cose. Nella realtà, le cose stanno in modo completamente diverso.
  • Il cancello di ingresso: è l’unico modo per accedere al carcere minorile. Non ci sono entrate secondarie e non c’è alcun elemento che lo tiene separato dal cortile. I ragazzi possono avvicinarsi tranquillamente a esso. Durante le ore libere, non c’è niente che impedisca loro di raggiungere le sbarre. Nelle carceri minorili, le aree esterne dedicate al relax non presentano una simile struttura.
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