Quando si parla della casa museo di Gabriele D’Annunzio, molti pensano subito al Vittoriale degli Italiani, il monumentale complesso sul lago di Garda che il Vate trasformò in un teatro della sua vita. Ma c’è anche un’altra dimora, più raccolta e intima, che pochi conoscono: la Casa Natale di Pescara, nel cuore dell’Abruzzo, dove d’Annunzio venne al mondo nel 1863.
Le due case raccontano due fasi opposte della sua esistenza: una l’infanzia e le radici, l’altra l’apoteosi e l’esilio dorato. Prima di organizzare la visita, bisogna decidere quale delle due si vuole vedere, o se si ha il tempo per entrambe.
Il periodo migliore? Per il Vittoriale, la primavera avanzata e l’autunno regalano temperature miti ideali per passeggiare nel parco monumentale di nove ettari, dove spiccano la Nave Puglia e l’anfiteatro. Per la casa di Pescara, invece, qualsiasi stagione va bene, ma c’è una data speciale da segnare in agenda.
La Casa Natale di Pescara si visita in poco più di un’ora. Le stanze sono quelle originali, arredate con sobrietà, e il percorso è lineare. Si può entrare e uscire senza fretta, magari approfittando di un’apertura serale straordinaria. Al Vittoriale, invece, il discorso cambia radicalmente. Per vedere la Prioria, la residenza privata di d’Annunzio, serve una visita guidata che dura circa un’ora.
A questa vanno aggiunti i musei, il parco, il mausoleo e i giardini. In tutto, almeno due o tre ore. Gli appassionati, però, ci passano un’intera giornata, perdersi tra i 33.000 volumi della biblioteca e le installazioni all’aperto è un piacere che non ha fretta. Il consiglio è prenotare la visita alla Prioria nel tardo pomeriggio, così da godersi la luce del giorno per il resto del complesso.
Se si vuole vivere un’esperienza diversa, il momento clou per visitare la casa di Pescara è la “Notte dei Musei”, un evento che si tiene a maggio. Quella sera, il museo prolunga l’apertura fino alle 23:00, e l’ingresso dopo le 20:00 costa solo un euro. Un’atmosfera magica, senza la calca dei giorni di festa.
Per il Vittoriale, invece, meglio evitare la domenica, giornata più affollata. Un giorno infrasettimanale garantisce una visita più intima e silenziosa. In entrambi i casi, portare con sé una giacca leggera anche in primavera: le sale sono spesso fresche e la camminata nel parco del Vittoriale può riservare colpi di vento inaspettati.
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