Il racconto del conduttore Sigfrido Ranucci è da brivido, trattiene a stento l’emozione mentre parla di suo figlio in un’intervista concessa di recente.
Solamente da poco è sbarcato sugli scaffali di tutte le librerie con La scelta, edito Bompiani; all’interno ha avuto modo di raccontare parte della sua personale avventura. Sigfrido Ranucci è indubbiamente tra i giornalisti di spicco del palinsesto Rai, soprattutto da quando ha preso il timone di Report – l’ultima stagione si è conclusa di recente – ereditando la trasmissione da Milena Gabanelli. Ultimamente si è confessato a cuore aperto, parlando anche del rapporto con i propri figli.
Il conduttore infatti non ha nascosto di aver dovuto affrontare tanti momenti difficili per arrivare dove è arrivato. In primis, la lontananza dai suoi genitori: “Non sono riuscito a stare accanto a mia madre quando è mancata. E mio padre, che ha vissuto il passaggio di testimone da Milena Gabanelli, non ha fatto in tempo a vedere una puntata di Report”, spiega ai microfoni del settimanale NuovoTv; poi il racconto che non ti aspetti.
A 62 anni Sigfrido Rannucci si guarda indietro e racconta tutto ciò che ha passato per arrivare a quello che è, a detta dei più, il momento d’oro della sua carriera. Lo fa all’interno del libro intitolato La scelta, uscito da pochissimo per Bompiani, dove le inchieste sono inframezzate da racconti di vita intima; riflette con attenzione sulle avventure e i sacrifici per esser stato sempre “in prima linea”.
“Se ho rischiato di trascurare la famiglia? Quando il tuo lavoro diventa come una droga è quasi una giustificazione per non prenderti altre responsabilità”, spiega il giornalista ai microfoni di NuovoTv, durante l’intervista che ha concesso di recente al settimanale. E poi aggiunge: “Credi che spendere le tue energie e il tuo tempo per la collettività ti porta a non pensare che anche i tuoi cari abbiano bisogno di te”.
A colpirlo sono state le parole del figlio Emanuele, il più piccolo dei tre avuti dal matrimonio con la sua Marina: “Conservo ancora oggi una lettera di mio figlio Emanuele che dice: ‘Al papa migliore del mondo, ma che è anche il più assente’. Sono pugni nello stomaco per me, ma li considero conseguenze della mia scelta”.
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