C’è un posto in Abruzzo dove l’orizzonte non ha confini. L’abbazia di San Giovanni in Venere non è solo una chiesa, è un affaccio sull’Adriatico, un balcone sospeso tra cielo e mare che sembra fatto apposta per chi cerca la pace.
Il periodo migliore per vederla è la primavera, quando i fiori sbocciano nel chiostro e la luce non è ancora quella accecante dell’estate. A maggio, le colline intorno sono verdi, l’aria è fresca e la folla è ancora lontana. Ma anche l’autunno ha il suo fascino: ottobre tinge i vigneti di rosso e arancione, e la brezza salmastra si mescola al profumo della vendemmia.

L’inverno, invece, regala una solitudine quasi mistica, con il vento che fischia tra le colonne e il mare in burrasca che si vede da ogni finestra.
Un promontorio che si raggiunge con calma
Per arrivarci, si prende l’autostrada A14 e si esce a Lanciano-Fossacesia. Poi si seguono le indicazioni per Viale San Giovanni in Venere, e la strada comincia a salire dolcemente tra ulivi secolari. Il parcheggio è proprio davanti al sagrato, gratuito e accessibile. Chi invece arriva in treno, scende a Fossacesia-Torino di Sangro e si concede una camminata di un chilometro in salita. Non è faticosa, anzi, è il riscaldamento perfetto per entrare nell’atmosfera del luogo. L’abbazia è aperta tutti i giorni: dalle 8 alle 18 in inverno, fino alle 19.30 da aprile a ottobre. Non serve prenotare, ma una telefonata al numero 0872 60132 non guasta mai per evitare sorprese, specialmente nei giorni di festa.
Abbazia di San Giovanni in venere: un gioiello che non ti stanchi mai di guardare
Una volta dentro, lo sguardo corre subito alle tre absidi romaniche che si affacciano sul mare, un colpo di teatro che nessuna foto riesce a rendere. Il portale principale, chiamato “Porta della Luna”, racconta storie di santi e di pellegrini scolpite nella pietra. Sotto il presbiterio, la cripta sorregge colonne romane e affreschi duecenteschi ancora vividi. Il chiostro, poi, è il luogo dove fermarsi ad ascoltare il silenzio. Seduto su una delle panche di pietra, con il mare sullo sfondo, si capisce perché i monaci cistercensi abbiano scelto proprio questo promontorio. Non servono guide né mappe. Basta camminare piano, e lasciarsi avvolgere





