Tre tra le più belle città d’Abruzzo da visitare a maggio

L’Abruzzo ha un problema di comunicazione. Lo sanno bene quelli che ci vivono. Da fuori, la narrazione è sempre la stessa: montagne, arrosticini, e qualche borgo medievale sparso. Ma quando si chiede a un abruzzese quali siano le città più belle della sua regione, la risposta non è mai scontata.

Perché l’Abruzzo non ha un centro indiscutibile come Firenze o Venezia. Ha invece tre città che rappresentano tre modi diversi di abitare il territorio: la città ferita che si rialza, la città dolce che profuma di confetto, la città terrazza che guarda il mare senza cadere nella retorica balneare.

Nessuna di queste è Pescara, che pure è la più abitata e la più vivace. Ma la bellezza, a volte, sta altrove.

L’Aquila, dove il tempo non si è fermato ma ha cambiato passo

Camminare per L’Aquila oggi significa accettare una convivenza: le gru accanto alle chiese romaniche, i cantieri accanto ai palazzi rinascimentali. Il terremoto del 2009 ha cancellato molto, ma non l’identità. La basilica di Santa Maria di Collemaggio, dopo anni di impalcature, è tornata a mostrare il suo rosone e quel portale che anticipa il Gotico internazionale. Poco distante, il Forte Spagnolo domina la valle con la sua pianta trapezoidale, e la Fontana delle 99 cannelle continua a far scorrere l’acqua secondo la leggenda della fondazione della città. L’Aquila non è una città per turisti frettolosi. È una città che chiede di rallentare, di ascoltare, di accettare che la bellezza a volte si presenta con le cicatrici.

Sulmona, la dolcezza del confetto e la precisione di Ovidio

Se L’Aquila è la città della pietra, Sulmona è la città dello zucchero. I confetti colorati che hanno reso celebre questo centro della Val Peligna sono solo l’etichetta esterna. Dentro, Sulmona è una delle città meglio conservate d’Abruzzo, con un impianto urbanistico che ricalca ancora l’antico cardo romano. Corso Ovidio è la spina dorsale, e il poeta latino, nato qui nel 43 a.C., domina con una statua in piazza.

La cattedrale di San Panfilo custodisce un ciclo di affreschi, il Palazzo dell’Annunziata si affaccia con la sua loggia sulla piazza principale, e l’acquedotto medievale di Manfredi di Svevia regala una delle prospettive più fotografate della regione. Sulmona è anche la porta d’accesso alla Maiella, ma il suo vero valore è restituire un’idea di Abruzzo lento, fatto di botteghe artigiane e di piazze dove ci si siede senza fretta.

Vasto, il mare che non distrae dal bello

Sulla costa, la tentazione sarebbe fermarsi a Pescara, che ha il suo lungomare vivace e il Ponte del Mare. Ma la città più bella sull’Adriatico abruzzese è più a sud. Vasto sorge su un promontorio bianco, a due passi dal mare ma abbastanza in alto da guardarlo dall’alto. Il centro storico è un dedalo di stradine in pietra che ogni tanto si aprono su terrazze naturali affacciate sull’acqua. Palazzo d’Avalos, con i suoi musei e il giardino pensile, è il cuore culturale.

Il Castello Caldoresco, massiccio e squadrato, racconta di quando il mare era una minaccia e non una cartolina. Poco fuori, la riserva di Punta Aderci regala una delle spiagge più selvagge dell’Adriatico, senza stabilimenti e senza rumore. Vasto ha il mare, ma non ne è ossessionata. E forse è per questo che funziona.