L’Abruzzo presenta le sue eccellenze a Hong Kong: la missione istituzionale punta su investimenti e turismo di lusso per valorizzare i borghi e l’economia del territorio.
L’Abruzzo “conquista” Hong Kong: perché i magnati d’Oriente puntano ora sui nostri borghi? Non ci sono solo la Costa Azzurra, Capri e Taormina, Cortina, Milano e Roma. L’Italia è ricchissima di tante attrattive in ambito turistico, e tutte di natura diversa. Ci sono bellezze storiche, artistiche, culturali, ed anche paesaggistiche e gastronomiche. Ed in Abruzzo nessuna di queste manca all’appello.

Il cuore economico della regione batte anche a migliaia di chilometri di distanza, dall’altra parte del mondo. Oggi, martedì 21 aprile 2026, la missione istituzionale abruzzese è approdata a Hong Kong, il terzo polo finanziario mondiale, con un obiettivo ambizioso: trasformare il “Made in Abruzzo” nel nuovo oggetto del desiderio per i grandi investitori asiatici.
L’Abruzzo nel mondo: la strategia del lusso esperienziale
Dopo il successo della tappa in Giappone, la delegazione composta dalle Camere di Commercio di Chieti-Pescara e del Gran Sasso, insieme al Dipartimento Turismo della Regione, sta giocando una carta inedita. Non si parla più solo di esportare prodotti, ma di importare turisti “alto spendenti”.

A differenza dei flussi di massa che affollano le città d’arte, il mercato di Hong Kong cerca oggi la solitudine attiva. È il cosiddetto “turismo del silenzio”: borghi medievali intatti, l’esclusività dello zafferano dell’Aquila e l’autenticità dei trabocchi. Per l’economia locale, questo significa una possibilità concreta di destagionalizzazione: i capitali orientali non guardano solo ad agosto, ma puntano su un Abruzzo da vivere 12 mesi l’anno.
Cosa succede ora a Hong Kong
Mentre in Italia è ancora mattina, a Hong Kong si stanno concludendo i primi tavoli tecnici tra buyer internazionali e imprese locali. Le fonti ufficiali delle Camere di Commercio confermano un forte interesse per la ricettività diffusa: l’idea di recuperare palazzi storici nell’entroterra per trasformarli in resort di charme per la clientela asiatica.
Perché questa notizia dovrebbe interessare chi vive in Abruzzo? Perché la missione punta a creare canali diretti per le PMI locali. Se il vino e l’olio abruzzese diventano “status symbol” a Hong Kong, l’indotto sul territorio — dalla logistica alla produzione agricola — è destinato a una crescita strutturale, non legata a bonus temporanei.
L’Autore

Salvatore Lavino è un giornalista professionista con un’esperienza poliedrica maturata dal 2009. Nel corso della sua carriera ha analizzato i mutamenti del territorio spaziando dall’attualità alla cronaca, senza trascurare politica, sport e cultura. Esperto di news generiche e intrattenimento, segue con particolare attenzione l’evoluzione del settore cucina e le dinamiche socio-economiche locali.





