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Penne: monumenti

Chiese di Penne

Chiesa di San Massimo

E’ il Duomo della città. La costruzione sembra risalire all’XI secolo ma un luogo di culto era esistente già nel IX secolo, quando dalle fonti letterarie risulta che vi furono traslate le reliquie del patrono S. Massimo. Le strutture originarie sono riconoscibili ormai solo nella cripta.

Chiesa di San Massimo

Ha subito numerosi rimaneggiamenti fino ai tempi moderni quando venne ricostruita in seguito ai bombardamenti della II guerra mondiale. Medievali rimangono i portali minori, rinascimentale quello principale (datato 1574), della fase gotica il rosone e il campanile.

La facciata è in cotto, ricostruita nel 1955 cercando di ricomporla come l’originale andata distrutta nell’ultimo conflitto mondiale. La cripta, a cinque navatelle coperte da volte a crociera è degna di nota, conserva affreschi trecenteschi e residuo materiale di spoglio di epoca romana. L’interno è a tre navate con pilastri e semicolonne che sostengono archi ogivali.

Nelle navate vanno ammirati l’altare del Vescovo Odorisio, di pieno XII secolo, con il suo paliotto di IX secolo, l’acquasantiera medievale decorata da cariatidi e putti che sorreggono la vasca a conca rinascimentale e i sarcofagi di S. Massimo e del beato Anastasio in legno aureo. Da non perdere il Museo diocesano di Arte Sacra limitrofo alla cripta.

Chiesa di Santa Maria in Colleromano

La chiesa è datata alla fine del XIII secolo, epoca alla quale appartiene il portale principale. Le strutture sono di transizione tra il romanico e il gotico. La facciata è stata ricostruita nel 1954 in laterizio, ma conserva il portale originale romanico con una Vergine benedicente.

Chiesa di Santa Maria in Colleromano

L’abside è unica e poligonale e il campanile è moderno. L’interno, a tre navate, è scandito da colonne e pilastri in laterizio con arcate ogivali. L’altare è in legno databile al tardo Cinquecento ornato dalle statue di S. Francesco, dell’Assunta e S. Bernardino, rivestite in oro zecchino. Ligneo anche il coro datato al 1547.

Degni di nota una tela attribuita al Guercino e le reliquie di S. Felice custodite sotto il ciborio dal 1728. Annesso all’edificio di culto vi è il Convento quattrocentesco con biblioteca e Museo. Nel chiostro è strutturato un lapidario con frammenti scultorei e statue degni di nota.

Chiesa della Madonna del Carmine

Si trova fuori dal paese, fu costruita all’inizio del XVII secolo dall’ordine Carmelitano sui resti di una Chiesa più antica intitolata a S. Cristoforo, di origine francescana, la cui memoria rimane nell’adiacente convento dei Carmelitani.

Degna di nota è la facciata, settecentesca, attribuita all’ architetto locale Agnello Francia. L’interno, a unica navata, è scandito da volte a botte con lunette finemente decorate. La superficie è arricchita da meritevoli stucchi che riempiono la volta sovrastante mentre la navata è percorsa da statue che rappresentano la Giustizia, la Prudenza, la Fortezza e la Temperanza viste dall’autore, forse identificato nel famoso Pietro Piazzola.

La cupola centrale è decorata da elementi baroccheggianti sinuosi e ariosi mentre i 4 evangelisti riempiono gli spazi di raccordo con la volta. Rilevante l’organo settecentesco di Adriano Fedri.

Chiesa di Sant’Agostino

Fondata probabilmente nel XII secolo non conserva nulla della fase originaria. Più antiche sono le finestre monofore e ogivali laterali. Il campanile, in laterizio, è del XV secolo con una evoluzione architettonica elaborata: da una base vuota fino a due prisma, quadrangolare il primo e ottagonale il secondo, che si succedono contraffortati e sovrastati da torrette angolari fino alla sommità, dove campeggia una piramide ottagonale.

Penne (PE), chiesa di Sant Agostino,

La superficie è scandita da finestre, arcate e archivolti arricchiti da maioliche policrome. La facciata è un rifacimento degli anni ’60 del secolo scorso. L’interno, mononave, con forti influssi baroccheggianti, è un riassetto del 1747. Alla stessa epoca è databile l’altare maggiore realizzato in gesso cotto. Solo nel coro si conservano tracce più antiche con affreschi gotici attribuibili all’artista Antonio di Atri e raffiguranti una Crocifissione.

Chiesa di San Domenico

La chiesa è di fondazione quattrocentesca ma il convento annesso, attualmente sede comunale, risale a due secoli prima anche se venne unito all’edificio solo nel 1330 tramite il chiostro intitolato a S. Domenico. L’aspetto più evidente risale a modifiche rinascimentali e barocche. Il portale di quest’ultimo è infatti datato al 1667 e reca una statua di S. Biagio attribuita a Matteo de Capro, scultore partenopeo del XV secolo.

Penne (Pe), chiesa di San Domenico, interno

Lungo le arcate del chiostro è ospitato il “Lapidario Civico” con opere lapidee che vanno dall’ epoca romana fino ad almeno il XVII secolo (notevole il cenotafio di Luca da Penne). La chiesa, baroccheggiante, è a navata unica percorsa da cappelle laterali e sovrastata da una cupola centrale. Una di queste, intitolata al Rosario presenta un pregevole soffitto in legno con preziosi intagli e decori e statue lignee attribuibili all’autoctono Michele Arnolfini, artista del XVII secolo.

Anche il coro è ligneo ed è attribuito a Ferdinando Mosca originario di Pescocostanzo e a Venanzio Bencivenga nativo di Castelvecchio Subequo. Rilevante anche l’organo del XVIII secolo. L’apparato liturgico è degno di nota in quanto numerose tele sono attribuite ad artisti considerevoli come le tele di Taddeo Zuccari, di Francesco Salvatori e i Ragazzini di Ravenna. Notevole anche la tela di Gianbattista Spinelli conservata sull’altare maggiore, nel timpano.

Chiesa di San Nicola

E’ ubicata sulla strada che unisce Penne a Civitella Casanova e Villa Celiera. La chiesa è distrutta, ne rimangono solo i ruderi mentre è attualmente ricostruita in località San Pellegrino. In passato fu sede di una missione francescana ricordata da una targa collocata su una croce in legno posta sulla strada. I ruderi conservano la struttura a unica navata con abside di forma semicircolare.

Chiesa di San Panfilo

Attestata dal XIII secolo diviene parrocchia nel 1457 al posto della precedente Chiesa di S. Paolo. Notoriamente viene chiamata Madonna della Libera e infatti conserva all’interno numerose pitture dedicata alla Vergine omonima, due olii in particolare sono degni di nota. La struttura appare barocca con la facciata in laterizio attribuita ad Aniello Francia.

Chiesa di San Giovanni Battista

E’ ubicata lungo il corso e non è visitabile. La facciata, percorsa da una vasta scalinata, è di XVIII secolo anche se la struttura originaria risale al medioevo. Vi è annesso il convento intitolato alle monache Gerosolimitane. Come la maggior parte delle chiese di Penne l’interno conserva le opere in stucco di Pietro Piazzola. Degni di nota i dipinti di S. Carlo e S. Giovanni Battista del XVII secolo.

Chiesa dell’Annunziata

Anche questa è situata lungo il corso e presenta una facciata baroccheggiante sinuosa ed elegante in laterizio. La superficie è divisa in due ordini sovrapposti di colonne in mattoni e presenta una sezione leggermente concava. Risale a dei rifacimenti barocchi del 1733 ma la struttura originaria è XIII secolo e ricalca una chiesa precedente di origine bizantina. L’interno è a unica navata di impostazione neoclassica.

Degni di nota le tele del XVIII secolo di S. Omobono e dell’Annunciazione, la statua lignea del Cristo deposto e il Covertone di velluto nero con ricami in oro e argento, databile al 1860, che accompagna il Cristo morto durante la processione del Venerdì Santo che dal 1570 parte da questa chiesa.

Chiesa di San Giovanni Evangelista

Di fondazione trecentesca (1324 dalle fonti) ha subito vari rifacimenti, infatti il portale laterale è datato 1594 mentre quello principale è del 1604. La facciata è in laterizio e il campanile, a prisma a pianta quadrangolare, è in stile lombardo della fine del Quattrocento, decorato da profili in cotto e formelle in maiolica attribuite ad Antonio di Lodi. L’abside è a pianta poligonale a semidecagono percorsa da lesene e arcatelle rinascimentali.

In questo periodo era istituita come “collegiata” i cui preposti erano eletti dai rioni della frazione di Colle Castello. L’interno, in stile pienamente rinascimentale, è a navata unica. Dell’arredo liturgico rimangono degni di nota una croce in argento di Nicola di Guardiagrele e una statua lignea, policroma, della Vergine col Bambino conservate nel locale Museo Civico Diocesano.

Chiesa di Santa Croce

Ubicata nell’omonima piazza risulta esistente nelle fonti dal 1324 con il nome di S.Erasmo. La facciata è ornata dai simboli della Passione del Cristo e all’interno è conservata un dipinto ottocentesco, raffigurante La Deposizione, attribuito a Giuseppangelo Ronzi.

Chiesa di Santa Chiara

Si trova vicino la chiesa di S.Lorenzo, ormai diruta, e della quale rimane solo il coro. Di fondazione settecentesca, francescana, i lavori furono avviati nel 1702 per competizione con il nuovo edificio di culto delle suore Gerosolomitane.

La facciata in laterizio è lineare e sobria con un unico portale. Il campanile è a cosiddetto “bulbo”. L’interno, sormontato da una cupola riccamente affrescata da una raffigurazione del Paradiso, presenta una pianta a croce greca con mosaici e stucchi dell’epoca.

L’altare maggiore conserva una pregevole tela con la Natività e il coro racchiude una lapide di epoca romana (I sec. d.C.) che chiude l’ossario che conserva i resti delle Clarisse.

Chiesa di San Ciro

Di impostazione barocca venne fondata a metà del XVIII secolo e restaurata nel 1843. All’inizio del Novecento viene affidata alle Monache della Sacra Famiglia.

Chiesa della Madonna della Misericordia

Si trova sul Colle Cappuccino dove venne fondata nel 1572 su donazione del terreno da parte del nobile pennese Gregorio Scorpione. La chiesa venne consacrata solo nel 1629 e intitolata a S. Maria della Misericordia. La facciata è lineare, preceduta da un portico con arcate a tutto sesto. L’interno a unica navata percorsa, lungo il lato destro, da cappelle che conservano pregevoli dipinti. In particolare sono degni di nota un San Felice del XVII secolo di Domenico Andrea Malinconico e due anonimi con una Santissima Concezione e un Padre Eterno.

L’altare maggiore è di epoca cinquecentesca ed è ornato da un ricco ciborio baroccheggiante con un tabernacolo ligneo che si associa ad un bellissimo crocifisso intagliato, realizzati entrambi dai fratelli Marangoni nel XVIII secolo.

Palazzi storici e nobiliari di Penne

Palazzo Castiglione

Si trova sul colle del Duomo e si affaccia sulla piazza omonima. E’ uno dei più antichi palazzi cinquecenteschi di Penne. Ha subito molteplici rifacimenti e ampliamenti, sia nel Seicento che nel secolo successivo, dei quali mantiene numerosi riscontri.

La facciata presenta un imponente portale in pietra, un loggiato articolato in più livelli, un balcone con la tipica ringhiera sagomata e le finestre sormontate da un frontone. L’interno conserva un ampio androne che contiene l’ampia scalinata che accede ai piani superiori. Le stanze interne sono riccamente decorate da stucchi e dipinti.

Palazzo Teseo Castiglione

E’ collocato nel Largo S. Nicola nei pressi dell’omonima chiesa, ricalca un edificio preesistente di epoca medievale. Viene riedificato intorno al 1766 per mano di Stanislao Casale. La facciata, molto sinuosa e movimentata è percorsa da logge con arcate e balconi e non ha portone d’ingresso. Quest’ultimo si trova sul prospetto laterale ed è composto da un arco ogivale in pietra databile al XIV secolo. La stessa facciata presenta anche due finestre appartenenti alla fase cinquecentesca. Degno di nota l’orologio di maiolica datato 1770 e attribuito ad Antonio Papa.

Palazzo del Bono

Edificato nel pieno XVIII secolo. Fu proprietà dei duca De Dura e poi della Famiglia Bilotta. In epoca recente ospitò la Scuola Magistrale. La facciata, in mattoni, presenta due ingressi coronati da portali baroccheggianti; uno di questi reca 4 colonne binate con capitelli in stile ionico che sostengono un balcone sagomato. Le finestre presentano timpani di varie fogge. L’androne è pavimentato da ciottoli misti posti in forme geometriche e si apre su due ampie scalinate che portano ai piani superiori.

Gli ambienti interni sono riccamente decorati da dipinti e affreschi tra i quali vanno ricordati quelli di Giuseppe Carboni e Vincenzo Maria Ronzi, entrambi pennesi. Si ricorda che le sue stanze ospitarono S. Gabriele nel 1861, quando giunse a Penne per prendere i voti negli Ordini Minori.

Palazzo Tirone – Pansa

Risalente al XVII secolo è caratterizzato dai tipici elementi architettonici dell’epoca, la facciata infatti è ornata da due ricchi portali e le finestre sono sormontate da timpani. E’ ubicato in Via Pansa.

Palazzo Friuli

Di incerta identificazione storica è caratterizzato da un tipico cortile di stampo medievale sormontato da una loggia a due livelli.

Palazzo Leopardi

È ubicato nel centro storico, nella Piazza Luca da Penne. L’aspetto è baroccheggiante con una maestosa facciata e il cortile percorso da un loggiato in laterizio. L’interno, sontuoso, contiene ancora una buona parte della ricca collezione del Barone Gianni Leopardi, archeologo, che raccolse numerosi reperti, soprattutto preistorici, dai territori limitrofi a Penne. Vi è conservata anche una pregiata collezione di ceramiche di Castelli. La quasi totalità dei reperti fu donata al Museo Civico Diocesano dalla famiglia del barone.

Palazzo Aliprandi

E’ ubicato in posizione d’angolo tra due via assumendo la forma di una prua di nave. Risale al XVII secolo, epoca alla quale appartengono le due imponenti facciate, ma subì rifacimenti nel 1773 ad opera di un Grue di Castelli. Una delle facciate è classicheggiante ed è coronata da un importante portale barocco, opera, in fase di restauro, di un De Cicco. Il prospetto è percorso da un balcone sinuoso arricchito dalla tipica ringhiera di ferro battuto.

L’altra facciata reca un portale decorato a bugne e immette nella piccola cappella gentilizia del palazzo intitolata a S. Antonio da Padova e costruita nel 1648 (anche se poi fu restaurata da Piazzola nel corso del Settecento).

Degno di nota il cortile, campito da una graziosa fontana accostata alla parete e circondata da una pavimentazione movimentata, che avvolge l’imponente scalinata d’onore che porta ai piani alti. I saloni e le ampie stanze sono riccamente adornati da affreschi e cassettoni sul soffitto e si affacciano tutti su di un corridoio che si apre su un luminoso loggiato di archi a tutto sesto.

Palazzo Scorpione

Prende il nome dal fatto che la Duchessa di Penne, Margarita d’Austria, lo ebbe come sua dimora e poi lo donò alla famiglia omonima. E’ di fondazione cinquecentesca e mantiene infatti uno stile rinascimentale sia nella facciata che nel loggiato in laterizio del cortile. Attualmente è sede del convento delle Suore della Sacra Famiglia di Penne intitolato a S.Ciro. Nel 1837 ospitò segretamente, in alcuni ambienti nascosti, Clemente De Caesaris, rivoluzionario in fuga.

Palazzo De Dura

Risale al XV secolo epoca della facciata in laterizio percorsa da un marcapiano caratterizzato a “bastoncino”. Prende il nome dalla famiglia omonima che vi si trasferì da Napoli nel Cinquecento. I De Dura vi rimasero insediati almeno fino al 1715, data in cui la ricca famiglia, duchi di Castelnuovo e Collepietro, restaurò la Chiesa della Collegiata.

Palazzo Vestini

E’ un imponente palazzo di origine medievale con fasi rinascimentali delle quali conserva, degna di nota, una finestra monofora con arco a sesto acuto e i caratteristici “portastendardo” in ferro battuto. Sembra che in epoca medievale fosse sede del “Casato dei Vestini”.

Palazzo de Caesaris

Si trova in Largo S. Panfilo ed appartenne alla famiglia Castiglione. Risale al XV secolo e presenta una notevole e imponente torre a base quadrata coronata da merli della fase originaria.

Palazzo Capitano Regio

Prende questo nome dal fatto che fu donato a Petro de Piru, capitano regio di città, incarico di ordine civile che ai tempi influiva sul ruolo del cosiddetto “vescovo – podestà”. Il palazzo fu costruito nel 1338 su di una precedente chiesa medievale e donato tramite una solenne cerimonia della quale rimane a monito una epigrafe in pietra murata sulle mura perimetrali. Alcuni elementi architettonici ricordano il preesistente edificio di culto: 2 leoni in pietra e un imponente loggiato in laterizio. L’aspetto attuale del palazzo è frutto di un restauro del XVII secolo.

Palazzo Prospero Rosa

Palazzo di origine rinascimentale della quale conserva il portale, una finestra e gli stemmi del casato e della duchessa Margarita D’Austria. Lo stile della facciata è relativo a un restauro dello scorso secolo.

Palazzo Simone

Ubicato nel Vicolo Catena, reca numerose tracce di emblemi nobiliari. In particolare sul portale (attribuito a Cecco Picchetto) svetta lo stemma del proprietario, caratterizzato dai tipici tre monti sovrastati da due picchi uno di fronte all’altro. L’interno invece conserva gli stemmi degli Acquaviva e della Duchessa Margarita D’Austria.

Palazzo Gaudiosi

In stile neoclassico che si rivela nella facciata ornata da finestre con timpani, ampi balconi e un ricco portale. L’interno è caratterizzato da saloni sfarzosamente ornati da pitture e decori di artisti pennesi del XIX secolo, come i famosi Ronzi.

Palazzo Stefanucci

Prende il nome dai proprietari di origine toscana ai quali seguì la Famiglia De Torres. Databile al XVII secolo epoca riscontrabile negli elementi architettonici del portale e dell’intera facciata.

Palazzo del Giustiziere

Così denominato perché ospitava la sede e la residenza del cosiddetto “giustiziere” affidato al territorio dell’Abruzzo “ultra”su privilegio degli stessi sovrani d’Aragona. I prospetti rispecchiano uno stile di pieno XV secolo che caratterizza la facciata tramite finestre in stile e un grazioso marcapiano in laterizio.

Palazzo Vescovile

Sin dal 1561, epoca della sua costruzione, ha ospitato tutti i vescovi della diocesi (ben 82). Fu costruito da uno di questi: il Vescovo Giacomo Guidi di Volterra. Attualmente il palazzo ospita il Museo Archeologico che conserva un dipinto con tutti i loro stemmi, sin dal primo dedicato a San Patras che fondò la Chiesa di Penne nel I secolo d.C.

Case storiche di Penne

Via dei Vestini

Facciata rinascimentale e ricco cortile interno in stile romanico.

Vicolo delle Rimesse

Adiacente al Palazzo Leopardi si può notare un piccolo cortile in stile pienamente medievale, lo scorcio meglio conservato della città. Da qui partirono i moti rivoluzionari del 1837. E’ percorso da un ricco loggiato caratterizzato da colonne sovrastate da capitelli di forma cubica. Ospita un frantoio di proprietà della Famiglia Farnese prima e degli Aliprandi poi.

Porte e torri di Penne

Porta San Francesco

E’ una delle porte d’ingresso più imponenti della città. Fu costruita nel 1780 dietro progetto di Di Sio. Viene ricordata come Porta San Nicola ma effettivamente è dedicata al patrono San Massimo. E’ stata restaurata nel 1870.

Penne (Pe), chiesa di San Nicola e porta di San Francesco

Ha un ampio ingresso ad arco a tutto sesto, bugnato, affiancato da ampie lesene con capitelli che sostengono il complesso frontone sinuoso che ospita la statua di S. Massimo. Questa è una copia in pietra dell’originale in argento realizzata dal Sanmartino. Un’epigrafe ricorda il passaggio del 1216 di S. Francesco.

Porta Marzia

Ne rimangono solo i ruderi in quanto fu abbattuta alla fine del XIX secolo.

Porta della Ringa

In origine denominata “Porta dell’Arengo”, venne rinnovata dal Barone Aliprandi nel 1832 a causa della visita del re Ferdinando II di Borbone. È collegata con una delle torri urbiche della fase di XVI secolo. E’ tutta in laterizio percorsa da colonne binate, la sommità è aperta nel centro e ornata da sfere sui lati.

Porta S. Croce

In realtà si chiamerebbe Porta da Capo ma prende l’attuale nome dalla presenza nella Diocesi dell’ordine dei Passionisti dal 1847. Di costruzione trecentesca fu rinnovata nel 1523 per ordine del procuratore della Camera Apostolica, Giovanni degli Asinelli che vi aggiunse un’antiporta. Si presenta ad arco acuto all’interno e ad arco a tutto sesto nell’antiporta esterna. Nello spazio intermedio vi è una piccola corte che conserva elementi architettonici più antichi.

Fontane di Penne

Fonte Acquaventina

E’ una monumentale fontana costruita nel 1827 dal Dottorelli, architetto pennese. Venne edificata quando si scoprì che le sorgenti delle acque che affluiscono in quel serbatoio avevano proprietà salubri. La fontana è incassata al di sotto del livello del manto stradale e ha una forma circolare a muraglia in laterizio percorsa da paraste. La parte più alta degrada verso il centro tramite due scalinate semicircolari che portano ad una corte centrale sulla quale si affaccia l’intera struttura. Al centro della parete, all’interno di riquadri sbalzati, si apre la fonte vera e propria che versa acqua da due fiori in pietra.

Fonte Ossicelli

E’ ubicata nella parte più meridionale della città. Ha una forma quadrangolare ed è anch’essa incassata nel terreno. La facciata centrale, in laterizio, è caratterizzata da una vasca di forma semicircolare servita da due cannelle e due semplici fori semicircolari. Il prospetto di destra invece è percorso da 4 vasche delle quali 3 conducono alla parte esterna tramite aperture voltate. Le facciate laterali sono collegate tra loro tramite contrafforti ad arco nella parte alta degli angoli.

Fonte Trifonti

Si trovo in prossimità del parco della città in una zona molto panoramica. Presenta una forma a ferro di cavallo che segue la morfologia digradante del terreno. Al centro cè una vasca che prende acqua da due cannelle affiancata da aperture di forma quadrata e vasche interne con passaggi voltati a botte.

Fonte Nuova

E’ ubicata nei pressi del Duomo ed è attualmente completamente abbandonata. In origine si chiamava Fonte S. Giovanni. La memoria storica la vuole costruita nel 1686, data che era incisa sulla struttura e poi sparita durante un restauro. L’aspetto visibile è relativo a un rifacimento del 1877 ricordato in un epigrafe conservata sulla struttura principale. Presenta una struttura lineare neoclassica in laterizio; la vasca principale, sporgente, è coronata a timpano e prende acqua da 3 mascheroni racchiusi in una fascia modanata percorsa da un fregio floreale in marmo. A lato una vasca interna voltata.

Fonte Murata

E’ ubicata a Nord/Ovest di Colle Castello ed è anch’essa in completo degrado. Ha una struttura a tre lati in semplice laterizio, le vasche sono voltate con strutture per lavatoi, mentre una delle vasche principali è stretta e lunga per il bestiame.

Musei di Penne

Museo Diocesano d’Arte Sacra

Si trova negli ambienti di servizio della Cattedrale. Fu costituito nel 1971 e aperto nel 1983. E’ organizzato su due piani: al piano terra il lapidario, con elementi architettonici e scultorei, mentre al piano superiore espone i reperti conservati in varie sale espositive.

Museo Diocesano d'Arte Sacra

Il Museo comprende anche la cripta della chiesa, luogo dove probabilmente si erigeva il tempio pagano di Vesta che diede origine alla cattedrale. Il Museo conserva reperti di tutti i tipi dall’epoca romana a quella medievale spaziando tra oreficeria sacra, quadri, dipinti e affreschi, scultura lignea, paramenti liturgici che rappresentano un gran vanto per la città di Penne.

Museo archeologico Civico-Diocesano Giovanni Battista Leopardi

E’ allestito all’interno del Palazzo Vecovile e contiene reperti che illustrano le vicende storiche del territorio abitato sin dalla preistoria. In particolare sono valorizzate le vicende del popolo vestino che elevò Penne (Pinna Vestinorum) a sua capitale nel periodo italico. Il Museo è costituito da 10 sale che ripercorrono la storia vestina dal Paleolitico al Medioevo utilizzando in particolar modo la collezione, ivi conservata, del Barone Leopardi.

Penne (PE), Museo Archeologico, sala

Vi sono custoditi i reperti preistorici provenienti dai siti di Pluviano e campo delle Piane, delle necropoli italiche di Nocciano, Colle Fiorano, Montebello e Loreto Aprutino, con una ricostruzione fedele di una tomba di guerriero italico. Per il periodo ellenistico degno di nota è il corredo della tomba a camera di Arci che conserva un pregevole letto in osso riccamente intagliato. Mentre per il periodo romano vi sono conservati numerosi reperti relativi al periodo in cui la città fu municipio.

Museo Naturalistico “N. De Leone”

Si associa a una Riserva Naturale comprensiva di museo naturalistico vero e proprio, un centro studi per la lontra del WWF, un orto botanico, vari percorsi didattici e un’area studio delle tartarughe di terra. Vi sono inoltre due sezioni riservate alla valorizzazione territoriale e lo studio del folklore e delle manifestazioni tradizionali.

Museo di Arte Moderna e Contemporanea (MAMeC)

Museo di recente istituzione è stato creato all’interno di Palazzo Castiglione. Si articola in tre sezioni, due intitolate a Remo Brindisi, artista contemporaneo, e una che conserva la collezione di Enrico Galluppi, pittore e intellettuale ottocentesco. Una parte del Museo è aperta e destinata a mostre temporanee.

Museo del convento di Santa Maria in Colleromano

E’ stato istituito nel corso degli anni Settanta dalle congreghe di Frati minori abruzzesi per custodire e diffondere la cultura e gli oggetti che testimoniano la vita delle missioni francescane in Abruzzo e nel mondo. Vi sono conservati infatti oggetti che possono testimoniare come si svolgesse la vita nelle missioni: dagli arnesi dell’arte contadina legata al lavoro dei campi e di bottega, ai paramenti e l’arredo per la liturgia, alle ricostruzioni delle celle dei frati e delle cucine contadine.

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